Autore: B.A

Badanti e colf: Bonus o cassa integrazione? Ecco come funzioneranno!

Allo studio due soluzioni per aiutare colf e badanti in questa fase si grave crisi lavorativa ed economica.

Bonus badanti nel decreto di aprile, o ancora, cassa integrazione per colf e badanti, sempre nel decreto di aprile. Pur senza certezze ne evidenze da parte dello Stato, il governo si sta adoperando per inserire nel pacchetto di misure del prossimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), misure di aiuto a questa fattispecie di attività lavorativa. Sembra quindi certo che qualcosa si farà e la linea di intervento sembra vertere su due misure, una sotto forma di indennizzo ed una sotto forma di cassa integrazione.

Bonus badanti, come funziona?

Nell’atteso decreto di aprile potrebbe trovare spazio un aiuto economico per le categorie di lavoratori finora rimaste escluse dagli aiuti, e tra queste, colf e badanti. Naturalmente si parla di chi ha perduto il lavoro, o che è rimasta senza reddito, magari con il datore di lavoro che le ha tenute a casa loro facendogli prendere le ferie. Adesso che molte di loro hanno consumato anche le ferie maturate, si è passati ai licenziamenti, secondo uno studio Acli, aumentati esponenzialmente in questa prima parte di aprile (oltre il 30% di cessazioni).

Colf e badanti, sono rimaste escluse da tutti gli aiuti. Non hanno potuto accedere al bonus 600 euro per autonomi, liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, braccianti agricoli e lavoratori dello spettacolo. Colf e badanti escluse quindi da questo bonus da 600 euro previsto dal decreto Cura Italia. E non potranno accedere nemmeno alla rivisitazione dello stesso bonus prevista per aprile, perché è pressoché certo che questo indennizzo resterà attivo anche per il corrente mese.

Anzi, si pensa di aumentarlo ad 800 euro per il mondo degli autonomi e delle partite Iva. Badanti e colf sono fuori anche da qualsiasi misura di cassa integrazione guadagni prevista o da integrazione salariale dello scorso decreto. Come dicevamo ci sono adesso due soluzioni allo studio per assicurare una forma di sostegno al reddito alle badanti e alle colf. In primo luogo queste lavoratrici (ma anche giardinieri, governanti, maggiordomi e baby sitter), dovrebbero entrare nel reddito di emergenza. Questa misura sarà omnibus, perché riguarderà non solo i lavoratori domestici, ma anche tutti gli altri esclusi dai precedenti aiuti. Quindi precari, saltuari, intermittenti e probabilmente anche lavoratori in nero.

Cassa integrazione badanti e colf

Il bonus sotto forma di reddito di emergenza sarebbe l’alter ego del bonus 600 euro del decreto Cura Italia. Un bonus da 500 euro una tantum, probabilmente per aprile e maggio, cioè per due mesi. Diverso il caso della cassa integrazione, che è quello che le parti sociali, cioè i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto. Estendere anche ai lavoratori domestici quello che è stato fatto per i lavoratori di aziende che hanno dovuto cessare la loro attività, lasciando a casa i lavoratori.

Allo stesso modo è successo e sta sempre più succedendo, che le famiglie stanno iniziando a fare a meno dei lavoratori domestici. Prima per evitare un costo in più in un momento di ristrettezza economica e poi perché adesso, stando a casa molti dei componenti la famiglia per cui lavorava la badante o la colf, i servizi di queste lavoratrici vengono svolti dai componenti stessi. Anche le badanti e le colf quindi, stanno man mano perdendo il loro posto di lavoro a causa dell’epidemia da coronavirus.

Ecco perché i sindacati chiedono equiparazione di trattamento come per gli altri lavoratori. Cassa integrazione dicevamo, con un indennizzo tra i 400 ed i 600 euro. Una cassa integrazione in deroga semplificata che verrebbe erogata in base a due fattori discriminanti e determinati, cioè l’orario di lavoro e le prestazioni effettuate. Allo studio c’è l’ipotesi di erogare un minimo di 400 euro e un massimo di 600 euro.