Autore: B.A

Coronavirus - Lavoro

1
Ago

Badanti: come funziona quarantena al ritorno da Romania e Bulgaria

Un vero problema quelli delle badanti che tornano dai Balcani e devono fare la quarantena.

Per le badanti di rientro da Bulgaria e Romania adesso scoppia la grana della quarantena obbligatoria. Romania e Bulgaria sono due dei Paesi in cui in queste settimane si stanno registrando i casi di focolai di coronavirus più importanti d’Europa. E dal momento che sono numerosi i lavoratori dei due Stati balcanici che prestano servizio in Italia, il governo ha deciso di imporre la quarantena a chi rientra.

I problema però è che da Bulgaria e Romania arrivano molte badanti e colf, lavoratrici che vivono con l’anziano o con la famiglia per cui lavorano. Dove devono fare la quarantena domiciliare queste lavoratrici se la loro casa di residenza in Italia coincide con il luogo di lavoro?

Badanti senza un posto dove fare la quarantena

Sono le associazioni dei lavoratori domestici e dei datori di lavoro del settore a mettere in luce quello che rischia di diventare un problema serio con molti lavoratori provenienti dai Balcani, che non torneranno in Italia portando molte famiglie a dover trovare soluzioni alternative per coprire i servizi di badanti, baby sitter e colf.

Il segretario generale dell’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, Lorenzo Gasparrini ha detto che entro fine agosto migliaia di addetti al settore domestico rientreranno dalle loro ferie passate nei loro Paesi di origine. E in quel caso scoppierà la bomba della quarantena obbligatoria per rumeni e bulgari. I lavoratori che convivono con la persona che assistono non hanno un luogo in cui stare in isolamento. E dal momento che tamponi, test e isolamento domiciliare sono obbligatori per evitare focolai, il problema diventa serio.

Usare gli hotel per la quarantena delle badanti

Un via vai pericoloso quello che riguarda badanti e colf. Come si legge sul «Fatto Quotidiano», a marzo, con l’Italia in pieno picco di contagi, migliaia di badanti e colf straniere erano rientrate nei paesi d’origine. E dal momento che 4 domestici ogni 10 in servizio in Italia proviene dai Balcani, l’esodo verso Romania e Bulgaria è stato massiccio. Adesso che invece i contagi sono in pauroso aumento proprio nei Paesi Balcanici, si verificherà il controesodo.

E il nodo quarantena obbligatoria, che il nostro governo ha imposto la settimana scorsa anche a chi arriva da Romania e Bulgaria, rischia di degenerare. Il rientro dei Balcani avviene con pullman e bus, in auto e furgoni. I controlli sono nettamente meno rigidi rispetto agli aeroporti. Per questo il nostro governo ha deciso di prevedere i 25 giorni di isolamento domiciliare obbligatori. Ma dove fare trascorrere le due settimane a questi lavoratori se la loro residenza è sul posto di lavoro e se l’isolamento è stato deciso per evitare che eventuali positivi Covid contagiano famiglie e anziani?

Secondo Gasparrini, adesso bisogna informare le persone che tornano e trovare strutture in grado di accoglierle. Per Domina si potrebbe trovare una soluzione utilizzando gli alberghi che oggi sono fuori di turisti. I lavoratori di rientro potrebbero passare la quarantena in quegli alberghi, ricevendo a termine isolamento un certificato che faccia stare tranquille le famiglie che poi torneranno ad ospitarli.