Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro

Badante ammalata, cosa prevede la legge

Cosa succede se una badante si ammala durante il rapporto di lavoro secondo la normativa vigente.

Particolare è il lavoro domestico inteso come attività lavorativa, e particolari sono le regole che lo gestiscono. Un caso alquanto spinoso che dimostra tutta la particolarità di questa tipologia di attività lavorativa ormai largamente diffusa è senza dubbio la malattia. Cosa accade se la badante si ammala? Domanda particolare questa, soprattutto alla luce del fatto che l’Inps per questa fattispecie di attività lavorativa, non prevede nulla in caso di malattia. Ecco cosa occorre sapere.

La badante si ammala, come fare?

Non è previsto nulla dall’Inps, abbiamo detto, e pertanto, il periodo di inattività del lavoratore o della lavoratrice, della badante piuttosto che della colf, è completamente a carico di chi assume queste figure lavorative. Al lavoratore, come è normale che sia, va garantito il mantenimento dell’occupazione. La badante assente per malattia, non può essere licenziata. La malattia per queste figure di lavoratori subordinati, non è pagata dall’Inps, ma è totalmente a carico del datore di lavoro, ossia dello stesso anziano a cui presta assistenza nel caso della badante, o della famiglia a cui rende i servizi nel caso della colf.

Malattia badante, quanti giorni si possono sfruttare?

Le giornate di malattia indennizzate sono commisurate all’anzianità di servizio e cioè si va da un minimo di 8 giornate ad un massimo di 15 giorni, rispettivamente per chi è sotto contratto da meno si sei mesi o pe chi lo è da almeno due anni.
Il diritto alla salute del lavoratore è un diritto sacrosanto anche nel settore domestico e pertanto la famiglia o l’anziano devono sempre riconoscere il diritto alla salute, previsto dal contratto collettivo.

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La malattia nel lavoro domestico

Che sia un lavoro pesante quello della badante, è un dato oggettivo. Le problematiche del settore sono molteplici, in primo luogo il fatto che spesso si tratta di lavoratrici straniere, che hanno lasciato gli affetti nel loro Paese di origine, che sono anche piuttosto in là con gli anni e che spesso devono curare anziani non autosufficienti, spostandoli di forza nonostante il peso dell’anziano sia superiore al loro.

E così da patologie da stress da sforzo si va a depressione e stati di ansia. Patologie per le quali la badante può mettersi in malattia. Il lavoratore non può essere in nessun caso essere licenziato per via del diritto alla conservazione del posto di lavoro. L’occupazione infatti è preservata, anche in questo caso, per un periodo commisurato alla anzianità di servizio del lavoratore o della lavoratrice.

Ad oggi il diritto alla conservazione del posto di lavoro vale per 10 giorni per lavoratori in servizio per meno di 6 mesi, 45 giorni per chi è assunto da più di 6 mesi e fino a 2 anni e 180 giorni quando il rapporto di lavoro dura da più di 2 anni. In caso di particolari malattie questo periodo aumenta in base a queste tre fasce prima citate rispettivamente di 15 giorni, di 68 giorni e di 270 giorni.

Durante la malattia, nel caso di badante convivente con il datore di lavoro, oltre all’indennità di malattia pagata e alla conservazione del posto di lavoro, la subordinata ha diritto anche a mantenere l’alloggio in casa della famiglia dalla quale è stata assunta.