Autore: B.A

Invalidità

Aumento pensione invalidi: ecco chi deve fare domanda

Tra aumenti d’ufficio e domanda, i chiarimenti dell’Inps.

Gli aumenti per le prestazioni degli invalidi totali sono di fatto sbloccati. Lo ha confermato la circolare 107 del 23 settembre 2020. La circolare dell’Inps ieri ha fatto piuttosto discutere per via di una dubbia interpretazione che la stessa lasciava in atto. E come anticipato dal nostro sito ieri, la circolare Inps ha bisogno di approfondimento.

Il problema riguarda l’erogazione degli incrementi che verranno erogati d’ufficio per qualcuno è dietro di domanda per altri. Ecco chi sarà costretto a presentare domanda all’Inps per ottenere l’aumento e chi invece li otterrà automaticamente.

Aumento pensioni inabilità, cosa dice la circolare

Come ormai tutti sanno l’aumento previsto dipende da una sentenza della Corte Costituzionale. Come recita testualmente la circolare Inps, «la sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, la n. 448». È incostituzionale il punto che sottolinea come agli invalidi civili totali, è concesso l’incremento al cosiddetto milione, a condizione che l’invalido abbia 60 anni o più di età. Si tratta di una evidente e appunto, incostituzionale discriminazione per gli invalidi che hanno meno di 60 anni di età. Per questo la consulta ha decretato di estendere gli aumenti anche a chi ha una età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Aumento pensioni di inabilità, necessaria domanda, ma non per tutti

L’aumento spetta ai pensionati titolari di pensioni di inabilità. Il diritto all’incremento spetta quindi sulle prestazioni assistenziali agli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi totali. E l’aumento, a condizione che questi detengano i requisiti reddituali prescritti, dovrebbe essere erogato d’ufficio. La circolare infatti è chiara dal momento che sottolinea come per questi «titolari di pensione di inabilità è riconosciuta d’ufficio una maggiorazione economica tale da garantire un reddito complessivo pari, per il 2020, a 651,51 euro per tredici mensilità».

Occorre ricordare che bisogna rispettare i limiti di reddito che la stessa circolare Inps sottolinea. Per avere diritto al beneficio il beneficiario single deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63 euro, mentre se coniugato, non deve superare 14.447,42 euro.

Ma per alcuni titolari di pensione di inabilità, servirà presentare domanda. Per i titolari della pensione di inabilità prevista dalla legge n.222 del 12 giugno 1984, occorrerà produrre domanda.

Infatti la normativa vigente alla data di pubblicazione della sentenza dei giudici costituzionalisti, prevedeva l’incremento al milione per gli over 60 beneficiari di questo trattamento. E si tratta di un beneficio ottenibile dietro istanza degli stessi beneficiari della pensione di inabilità. Per questo anche l’estensione di questo beneficio sarà erogabile dietro domanda.

I titolari di pensione di inabilità legge 222/84 (già con maggiorazione), di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, godranno dell’incremento a 516,46 euro alla stregua degli over 60, ma dovranno produrre istanza all’Inps. Una domanda che andrà presentata entro il 9 ottobre per avere diritto agli arretrati a partire dal primo agosto. Le domande tardone, oltre il 9 ottobre produrranno la decorrenza degli incrementi a partire dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda.