Autore: B.A

INPS

14
Giu 2020

Assegno universale per le famiglie dal 7° mese di gravidanza ai 18 anni

Potenziare le misure di aiuto alle famiglie, questo l’obbiettivo del Family Act, il disegno di legge che prevede anche l’assegno universale per i figli.

In un disegno di legge delega si prevede la riforma e il potenziamento delle misure a sostegno delle famiglie bisognose e degli incentivi alla genitorialità. La riforma è prevista nel Family Act, un contenitore di misure di aiuto a mamme e famiglie con figli, che tra le tante ha anche l’assegno universale, che potrebbe essere riconosciuto a tutti i nuclei familiari con figli, secondo criteri di progressività collegati naturalmente all’Isee.

Family Act e assegno universale

Nel Family Act, precisamente agli articoli n° 2 e n° 3, c’è la proposta al governo di adottare un decreto legislativo per l’istituzione dell’assegno universale per i figli, che andrebbe a sostituire tutte le misure oggi vigenti, dal bonus bebè al bonus mamma domani.

Nel testo si legge che si invita il governo a provvedere al riordino di tutte queste misure ed al varo del nuovo assegno universale, entro il 30 novembre 2020.

L’assegno dovrebbe essere attribuito indistintamente a tutte le famiglie con uno o più figli, naturalmente in misura diversa ed in quota, poiché deve prevedere la variabile determinata dal valore Isee della singola famiglia. Oltre all’Isee, fattore discriminante per stabilire la quota di questo assegno universale, dovrebbe essere il numero dei figli e naturalmente l’età degli stessi.

Come funzionerebbe l’assegno universale

La misura, che per adesso è solo una proposta di delega al governo ad istituirla, viene spiegata nei minimi dettagli, o quanto meno in base alle notizie fin qui avute ed estrapolate dal Family Act, dal sito “laleggepertutti.it”. L’assegno è mensile verrebbe corrisposto a partire dal settimo mese di gravidanza, cioè dal mese in cui oggi le mamme possono chiedere il bonus mamma domani, che è distaccato da qualsiasi collegamento a reddito o a Isee, essendo un incentivo alle nascite e non un sostegno economico per disagiati.

L’assegno dovrebbe essere percepito dalle famiglie beneficiarie, fino al 18° anno di età dei figli. Questo limite di età scomparirebbe nel momento in cui il figlio sia in condizioni fisiche di invalidità. In pratica, con figli invalidi certificati dalle autorità competenti in materia di invalidità civile, il bonus diventerebbe perenne, fino a quando il figlio resta a carico del genitore. Il bonus potrebbe essere erogato in due modalità, tramite versamento di un indennizzo mensile come per tutti i bonus oggi vigenti, oppure tramite credito d’imposta da utilizzare in compensazione sulle tasse.

Altre informazioni sull’assegno universale

Importante anche il numero dei figli, perché per figli successivi al primo, l’assegno subirà una maggiorazione del 20%. Stessa maggiorazione prevista per figli disabili presenti nel nucleo familiare.

L’importo dell’assegno universale non concorrerebbe alla formazione del reddito imponibile. In altri termini, un benefit esentasse , come lo sono già i bonus asilo nido, i bonus bebè e tutte le altre misure di sostegno alla genitorialità.