Assegno unico per i figli, importi inferiori per chi prende il Reddito di cittadinanza

Assegno unico per i figli, importi inferiori per chi prende il Reddito di cittadinanza

Il mese di ottobre dovrebbe essere quello in cui i beneficiari del reddito di cittadinanza riceveranno anche l’assegno unico per i figli, ma il calcolo li penalizza.

I beneficiari del Reddito di Cittadinanza rientrano tra i potenziali destinatari dell’assegno universale. E non sono chiamati a nessun adempimento, perché non devono presentare la domanda.

Tutto in automatico quindi, perché la sopraggiunta proroga al 31 ottobre per chi è interessato a prendere gli assegni dal primo luglio, cioè agli arretrati, non riguarda i beneficiari del sussidio.

La quota di assegno spettante sarà pagata d’ufficio dall’Inps direttamente sulla carta di pagamento del Reddito di cittadinanza, compresi gli arretrati.

Assegno unico sul reddito di cittadinanza, quando i soldi?

Il primo pagamento calendarizzato ad ottobre riguarda proprio l’assegno universale. Per chi non lo ha ancora ricevuto, e segnalazioni arrivate dicono che sono la stragrande maggioranza dei potenziali aventi diritto, ottobre dovrebbe essere il mese buono.

Sull’assegno universale infatti la circolare n° 93 dell’Inps, pubblicata lo scorso 30 giungo è stata chiara ed è ancora attuale. “Chi già percepisce il reddito di cittadinanza non dovrà fare domanda per ricevere l’assegno unico per i figli a carico: sarà l’Istituto ad attribuire d’ufficio l’importo aggiuntivo, secondo specifiche regole. L’assegno unico riduce, per poi incrementare, l’importo del reddito di cittadinanza”.

In pratica si tratta di un differenziale, dal momento che il reddito di cittadinanza è una integrazione del reddito per le famiglie al di sotto della soglia della povertà.

L’assegno unico temporaneo valido dal primo luglio 2021 e fino al 31 dicembre prossimo, è spettante d’ufficio a chi percepisce il reddito di cittadinanza, ma a condizione che nel nucleo familiare ci siano figli a carico di età inferiore a 18 anni.

In sostanza, l’Inps da sola e tramite l’analisi delle DSU presentate dai beneficiari del sussidio, assegnerà il contributo spettante come assegno universale ponte (dal primo gennaio 2022 si dovrebbe passare all’assegno universale vero e proprio, per i figli fino a 21 anni).

Assegno unico sulla carta del reddito di cittadinanza

Il pagamento sarà direttamente sulla carta gialla del reddito di cittadinanza. In pratica, per gli aventi diritto si tratterà di una autentica fusione tra i due benefit.

Il calcolo dell’assegno unico dipende come sempre accade per questi strumenti, partendo dall’Isee del nucleo familiare.

L’assegno universale mensile è pari a:

  • 167,50 euro per ciascun figlio, in caso di nuclei familiari fino a due figli;
  • 217,80 euro per ciascun figlio per i nuclei familiari con 3 o più figli;
  • 50 euro aggiuntivi per ogni figlio con disabilità.

L’importo pieno prima citato, viene erogato a condizione che l’Isee della famiglia sia al di sotto di 7.001 euro. Per famiglie con Isee compreso tra 7.001 e 50.000 euro, l’importo del benefit è ridotto progressivamente fino ad azzerarsi per redditi più alti di 50.000 euro.

L’importo riconosciuto è progressivamente ridotto per i nuclei familiari con ISEE superiore a 7.000 euro e fino a 50.000 euro.

Il calcolo per i beneficiari del reddito di cittadinanza

Per i beneficiari del reddito di cittadinanza però, l’importo dell’assegno universale è più basso rispetto alle soglie prima citate e variabili in base alle condizionalità prima citate.

Infatti per i beneficiari del reddito di cittadinanza, i figli a carico sono già parte integrante del beneficio ottenuto.

Per questo l’assegno universale ottenuto deve essere ricalcolato togliendo dall’importo teoricamente spettante e commisurato all’Isee ed al numero dei figli a carico, la quota di reddito di cittadinanza relativa ai figli che rientrano nel nucleo familiare.

Un calcolo alquanto particolare e complicato da effettuare, basato sulla scala di equivalenza.

Va ricordato infatti che il l’importo del reddito di cittadinanza è basato sulla scala di equivalenza che prevede 1 come valore per il primo componente della famiglia, e poi 0,4 per ogni componente minorenne del nucleo fino ad un massimo di 2,2.

In teoria quindi, dall’importo dell’assegno universale spettante per un figlio per esempio, cioè da 167,50 al mese occorre togliere ciò che il beneficiario del Reddito di cittadinanza percepisce in più proprio di Rdc, per quel figlio.