Autore: B.A

Assegni familiari

Assegno unico per i figli fino a 21 anni: quando parte la nuova misura

Probabilmente bisognerà aspettare il 2021 e i soldi tel Recovery Fund

La rivoluzione delle misure a sostegno delle famiglie con figli, con l’assegno unico ha bisogno ancora di tempo. Infatti su questa misura di cui da tempo di parla, c’è il problema delle coperture. Mancano i soldi per permettere al governo di varare la misura che andrebbe a sostituire bonus bebè, assegni di natalità e così via. Una misura molto attesa da molte famiglie, che si incaglia sul solito problema, i soldi.

Assegno unico figli, a che punto siamo?

Il disegno di legge sull’assegno unico sui figli, approvato meno di 60 giorni fa a Montecitorio, alla Camera dei Deputati, deve ancora ricevere il via libera definitivo dal Senato. Tutto fermo sulle coperture finanziarie, per un provvedimento di cui lavora la Commissione Lavoro di Palazzo Madama. Ciò che manca sono più o meno 10 miliardi. Questa la carenza che tiene ferma la misura, dal momento che senza questi soldi non si potrebbe garantire la copertura a tutte le famiglie potenzialmente interessate.

Tra l’altro, appena la Commissione Lavoro del Senato darà l’ok, serviranno i decreti attuativi che i ministeri per la Famiglia, del Lavoro e dell’Economia dovranno mettere a punto. Evidente che per vedere la misura in funzione, bisognerà per forza di cose aspettare almeno la Legge di Bilancio. E sarà nella manovra che in base agli stanziamenti si potrà capire di più dal punto di vista della portata della misura.

Soldi dall’Europa necessari per l’assegno unico

Assegno unico per i figli in bilico per carenza di soldi quindi. Mancano 10 miliardi per garantire la prestazione a tutte le famiglie, con il governo che potrebbe attingere dal Recovery Fund. Ma si tratta di soldi dalla UE che se potranno essere utilizzati, bisognerà attendere il 2021. E non è detto che si possano inserire in legge di Bilancio.

L’assegno unico per i figli previsto per le famiglie dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età del figlio, è una misura che rappresenta una vera e propria riforma del sistema degli aiuti alle famiglie con figli. La misura dovrebbe essere varata con un bonus in danaro affiancato da un credito d’imposta per lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, liberi professionisti, disoccupati e incapienti, cioè per la generalità delle famiglie.

Ecco perché la portata della misura la rende particolarmente onerosa dal punto di vista delle coperture. L’assegno unico per i figli fino a 21 anni, sarà in parte finanziato con il superamento o la cancellazione di tutte le misure oggi vigenti, ma che effettivamente si rivolgono ad una platea di famiglie largamente inferiore numericamente, a quelle che la novità sosterrà. Parliamo degli ANF (assegni per il nucleo familiare), del premio alla nascita, delle detrazioni per i figli a carico e del bonus bebè.

L’operazione vale circa 25 miliardi. E dalla cancellazione delle misure oggi vigenti, si recuperano solo 15 miliardi di euro. Ecco perché il governo e soprattutto il Ministro per la Famiglia, Elena Bonetti, valutano l’idea di utilizzare anche i fondi europei del Recovery Fund. Con la Bonetti che continua a ribadire come sia strettamente necessario riuscire a fare partire la misura dal primo gennaio prossimo.