Assegno unico figli: chi può fare domanda a luglio e i veri importi

Assegno unico figli: chi può fare domanda a luglio e i veri importi

A luglio parte l’assegno unico per i figli che poi entrerà a regime da gennaio 2021, ecco chi dovrà fare domanda subito e chi invece dovrà attendere.

La misura che rivoluzionerà il mondo del Welfare per le famiglie è ufficialmente ai nastri di partenza. Infatti è a luglio che la misura, come da programma iniziale entrerà in funzione.

Un avvio monco però, perché per evidenti questioni organizzative e vista la proporzione di una misura che avrà come risultato, la cancellazione di ogni altra misura oggi in vigore relativa alle famiglie con prole, necessita di ulteriori mesi di preparazione.

Infatti a luglio l’assegno unico partirà come era stato deciso fin dalla legge di Bilancio di inizio 2021, ma riguarderà solo una piccola platea di soggetti, che sono coloro i quali non rientrano nel perimetro di funzionamento degli Anf, gli Assegni per il nucleo familiare.

Ed anche sulle cifre e su alcune sfaccettature della misura, l’avvio di luglio prevede alcune novità, perché per esempio si è lontani dai 270 euro al mese preventivati inizialmente per ciascun figlio a carico fino ai 21 anni di età.

Decreto approvato, misura al via da luglio, ma per pochi

La misura è stata oggetto di una campagna informativa probabilmente senza precedenti ma che necessita di chiarimenti dal momento che dal primo luglio si parte per alcune categorie di soggetti. Una misura che dovrebbe arrivare a fare incassare alle famiglie con tre o più figli, fino a 653 euro al mese.

Cifre altisonanti che però non si traducono in realtà, o almeno non per tutti. Infatti sarà sempre il reddito della famiglia il parametro da tenere in considerazione. Per il momento si parte con un assegno temporaneo che durerà da luglio a dicembre 2021, per poi passare a quello definitivo ed esteso a tutti i beneficiari, dal primo gennaio 2022.

Come dicevamo, la misura sostituirà tutte le altre misure oggi esistenti, dalle detrazioni per i figli a carico agli assegni per il nucleo familiare, dai bonus bebè agli incentivi per le nascite. Al momento la misura dovrebbe riguardare esclusivamente quelle famiglie che non possiedono i requisiti per accedere agli assegni al nucleo familiare già in vigore.

In pratica, qualsiasi lavoratore dipendente che oggi gode degli assegni e delle relative detrazioni, non potrà avere accesso a questo assegno ponte restando nel perimetro delle misure oggi vigenti. Ed al riguardo ricordiamo che il 30 giugno scadono gli Anf e vanno rinnovati.

Se l’assegno universale quando andrà a regime riguarderà i figli fino ai 21 anni di età se a carico dei genitori, questo assegno che scatterà a luglio riguarda i figli minorenni, ovvero quelli sotto i 18 anni di età.

Dal momento che questa misura sostituisce anche il Bonus Mamma Domani, anche questo parte dal settimo mese di gravidanza, ma non l’assegno ponte che scatterà a luglio, che invece parte dalla nascita o dall’entrata in famiglia del figlio nel caso di adozioni o affidamenti.

Le vere cifre dell’assegno unico sui figli

Per il momento quindi, parliamo di un assegno mensile temporaneo che sempre momentaneamente va ad affiancarsi ai bonus già esistenti. Solo dal 2021 si opererà con il colpo di spugna che cancellerà tutte le altre misure e le sostituirà con questa misura universale.

L’assegno adesso riguarderà famiglie con Isee fino a 50 mila euro, ma per quanto riguarda gli importi, questi saranno a scalare in base a redditi e composizione del nucleo familiare. Le cifre al momento sono distanti notevolmente da quelle preventivate che parlavano di 270 euro al mese a figlio.

Infatti oggi il massimo erogabile sarà pari a 167,5 euro a figlio, ma solo fino ai primi due. Solo in presenza del terzo figlio l’importo viene maggiorato fino a 217 euro circa. L’importo naturalmente cala con il crescere dell’Isee che deve essere in corso di validità.

Una famiglia con tre figli, che grazie al 30% di maggiorazione a diritto a circa 217 euro a figlio, per percepire tutti i 650 euro al mese spettanti deve avere un Isee da zero a 7.000 euro. Con un Isee vicino ai 15.000 euro gli importi si dimezzano e arrivano a scendere a poco più di 30 euro al mese a figlio per chi Isee prossimo ai 40.000 euro.