Autore: B.A

Assegni familiari

Assegno unico figli a carico fino a 21 anni, ci siamo, la Camera da l’ok

Con voto quasi unanime, la Camera ha dato il primo si alla misura che stravolgerà il settore degli aiuti alle famiglie con figli a carico.

In arrivo l’assegno unico per le famiglie con figli a carico, stavolta possiamo dirlo davvero. Infatti la misura ha ottenuto il primo via libera da parte del parlamento. Non è tanto il si della Camera dei Deputati a rendere ottimisti sul futuro di questa importante misura, ma piuttosto come è stato dato l’ok da Montecitorio.

Un voto quasi unanime (tutti voti favorevoli tranne un astenuto) che lascia pochi dubbi sul passaggio della misura a Palazzo Madama per il voto del Senato della Repubblica. La Camera dei Deputati quindi, ha dato il suo ok al disegno di legge che prevede l’introduzione dell’assegno unico universale per tutte le famiglie con figli.

Misura unica per tutti e con una quota variabile

Ciò che è emerso alla Camera sul disegno di legge sulla natalità che prevede l’assegno unico è che la misura dovrebbe essere uguale per tutti fino ad una determinata quota per poi diventare variabile a seconda della situazione economica. L’assegno unico sarà una prestazione con una base comune per tutti i nuclei familiari a cui si aggiunge una quota variabile in base alla situazione economica del richiedente.

Inoltre, vengono previste due tipologie di erogazione, la prima che prevede la possibilità di ricevere un assegno mensile e la seconda sotto forma di un credito d’imposta dal settimo mese di gravidanza e fino al compimento del 18° anno di età del figlio.

Le nascite latitano e allora la misura cerca di rilanciare la natalità

Il provvedimento ha due obbiettivi prefissati. Il primo è quello del rilancio della natalità che in Italia da anni è in netto calo. Il secondo è di dare ossigeno sotto forma di aiuto reddituale alle famiglie che hanno figli a carico anche oltre la maggiore età, cosa che purtroppo sta diventando sempre più comune visto l’elevato tasso di disoccupazione e soprattutto alla luce della grave crisi economica successiva all’emergenza sanitaria del coronavirus.

I criteri con cui si sta per varare davvero questo nuovo strumento di sostegno ai genitori con figli a carico, consentiranno alle famiglie di avere un assegno con un importo comune per tutti, mentre per quelle più in difficoltà ci sarà un surplus. La cosiddetta parte variabile, per la quale potrebbe occorrere la presentazione dell’Isee per dimostrare la propria situazione economica. Nonostante il provvedimento sia ancora in fase di studio, a partire dalle cifre di cui ancora non si parla, sembra che l’Isee sarà necessario solo per la parte variabile, cioè per percepire il surplus per chi è in condizioni di disagio maggiore.

La misura verrà riconosciuta per ciascun figlio minore a carico e maggiorata per i figli successivi al secondo. Dai 18 ai 21 anni, sempre per i figli a carico, l’assegno spetterà in misura inferiore e solo a determinate condizioni. Al momento si ipotizza che il benefit nel caso di figli tra i 18 ed i 21 anni di età, sarà calmierato a determinate tipologie di situazione, come potranno essere i percorsi di studio, gli apprendistato, i lavori a basso reddito, i tirocini e così via. In altri termini, tutte situazioni che rendono il proprio figlio non autosufficiente redditualmente.

Naturalmente la misura avrà un occhio di riguardo anche per i figli disabili. Verrebbe prevista una maggiorazione tra il 30 ed il 50% nel caso di figli invalidi, in base al grado di disabilità certificata dalle competenti commissioni Asl. Inoltre per i figli disabili cesserebbe il limite di età per percepire il benefit, arrivando oltre i 21 anni limite previsti. Inoltre sembra che la misura non sia conflittuale con altre misure di sostegno reddituale, come il reddito di cittadinanza.