Autore: Guido Michelini

Pensione

Assegno sociale: importi, requisiti e beneficiari

La misura assistenziale Inps per chi non ha contributi a sufficienza per la pensione e grava in particolari condizioni di disagio reddituale.

Il sistema pensionistico italiano è basato in linea generale su due grandi principi che sono quello dell’età pensionabile e della contribuzione minima versata. In effetti il sistema ha una miriade di misure pensionistiche che prevedono uscite dal lavoro con determinati requisiti anagrafici e contributivi.

Tanto per citare alcuni esempi, la pensione di vecchiaia, per cui servono 67 anni di età e 20 di contributi, o la pensione anticipata (la ex pensione di anzianità), per la quale non sono previsti limiti anagrafici, ma sono previsti almeno 42 anni e 10 mesi di contributi (per le donne un anno in meno). Ma per chi non ha carriere lavorative con versamenti di contributi, la pensione diventa un miraggio. Ecco che per queste persone, l’Inps ha una misura assistenziale loro dedicata, cioè l’assegno sociale. Vediamo nello specifico tutte le cose da sapere su questa importante misura. 

Assegno sociale: a chi spetta

L’assegno sociale non è altro che quella che una volta si chiamava, forse erroneamente, pensione sociale. Infatti non è una vera e propria pensione, perché di previdenziale non ha niente dal momento che non ha requisiti minimi contributivi da rispettare. L’assegno sociale è una misura assistenziale che si centra come la pensione di vecchiaia, a 67 anni. Ma è una misura che, pur non avendo requisiti di contribuzione, non è destinata alla generalità dei soggetti senza contributi, perché bisogna anche rispettare determinate condizioni reddituali.

L’assegno sociale è stato istituito con effetto dal 1° gennaio 1996 in sostituzione della pensione sociale e si rivolge a cittadini italiani, comunitari e stranieri con regolare permesso di soggiorno. Requisito fondamentale oltre ad aver raggiunto i 67 anni di età,anche la residenza effettiva, stabile e continuativa per almeno 10 anni sul territorio nazionale. Al riguardo va detto che l’assegno sociale, alla stregua di tutte le altre prestazioni assistenziali che eroga l’Inps, non sono esportabili, cioè se lo straniero che lo percepisce torna a vivere nel Paese di origine o espatria dalla nostra Penisola, perde il diritto all’assegno.

Assegno sociale , i requisiti

Oltre all’età anagrafica ed alla residenza effettiva in Italia, chi è interessato alla misura dovrà rispettare anche determinate condizioni reddituali. Infatti la misura è appannaggio di soggetti che vivono in condizioni reddituali non propriamente dignitose. In pratica ci sono dei requisiti economici da rispettare.

Per verificare il diritto all’assegno sociale dal punto di vista reddituale, occorre fare riferimento al reddito personale per i soggetti non coniugati e ai redditi cumulati con il coniuge per chi è sposato. Con riferimento all’anno 2020, per un single si ha accesso all’assegno sociale se il reddito personale è pari o inferiore a 5.977,79 euro. Per i coniugati invece tale limite sale a 11.908 euro.

L’intero importo di assegno sociale, che per l’anno 2020 è pari a 459,83 euro al mese, viene liquidato solo se non si possiede alcun reddito, cioè ai soggetti a reddito zero. Per chi invece ha redditi entro le soglie prima citate, l’assegno sociale è corrisposto in misura ridotta, fino ad arrivare alle soglie stesse. Per verificare i redditi da detenere per poter rientrare nella misura occorre dire che non vanno sommati: 

  • Il reddito della casa di abitazione del nucleo familiare;
  • I trattamenti di fine rapporto e ogni loro eventuale anticipazione;
  • Le competenze arretrate soggette a tassazione separata,Gli arretrati di stipendio;
  • Gli assegni vitalizi erogati agli ex combattenti di guerra;
  • Indennità di accompagnamento.

Per contro, vanno sommati tutti i seguenti redditi: 

  • Redditi esenti da imposta;
  • Redditi assoggettabili all’IRPEF;
  • Redditi di terreni e fabbricati esclusa la prima casa e le pertinenze di essa;
  • Rendite vitalizie erogate dall’INAIL;
  • Redditi soggetti a ritenuta alla fonte;
  • Pensioni e gli assegni erogati agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordi;
  • Redditi soggetti a imposta sostitutiva;
  • Pensioni di guerra.