Autore: Stefano Calicchio

Pensione - INPS

Assegno sociale 2021, come funziona la pensione Inps slegata dai contributi: ecco chi potrà fare domanda tra poche settimane

Anche nel 2021 l’Inps continuerà a erogare l’assegno sociale, una forma di pensione slegata dai versamenti e destinata a sostenere tutti coloro che vivono situazioni di disagio economico. Le informazioni sulla domanda, sull’importo e sulla possibile integrazione fino a 780 euro al mese.

A poche settimane dal termine del 2020 molte persone che si trovano a vivere una situazione di disagio in età avanzata si domandano quali provvedimenti di welfare potranno richiedere nel prossimo anno. Tra le misure previste all’interno del nostro ordinamento c’è anche l’assegno sociale, una forma di pensione che sarà erogata dall’Inps anche nel 2021 e che non risulta legata in alcun modo ai contributi previdenziali effettivamente versati durante la propria carriera.

La misura può inoltre essere ulteriormente integrata tramite la cosiddetta pensione di cittadinanza, anch’essa slegata dai contributi effettuati e in grado di fornire un ulteriore sostegno economico ai beneficiari. Ma procediamo con ordine e partiamo innanzitutto dalle persone che potranno beneficiare dell’assegno sociale nel corso del 2021.

Assegno sociale 2021: i requisiti per chiedere la pensione slegata dai contributi all’Inps

Come già detto, l’assegno sociale è un provvedimento di natura assistenziale. La misura esiste dall’ormai lontano 1966, anche se inizialmente prendeva il nome di pensione sociale. Il nome è cambiato il 1° gennaio 1996 a seguito della sua riforma, ma la misura conferma sostanzialmente la propria impostazione e soprattutto la finalità di garantire un aiuto a chi si trova a vivere condizioni di esclusione economica e sociale durante la vecchiaia.

L’assegno sociale rappresenta quindi una prestazione di natura economica erogata su richiesta nel caso in cui siano presenti alcuni specifici requisiti reddituali. Per questo motivo, il pagamento resta sempre concesso in base a una condizione di provvisorietà, legata alla presenza continuativa dei requisiti e all’effettivo mantenimento della residenza in Italia.

La verifica viene fatta anno per anno. Per gli stessi motivi l’assegno non risulta reversibile in favore di familiari superstiti e non è incassabile all’estero. Soggiorni in Paesi esteri superiori a 30 giorni comportano automaticamente la sospensione dell’assegno, mentre passato un anno si procedere alla revoca definitiva.

Riassumendo, i requisiti prevedono il raggiungimento nel corso del 2021 dei 67 anni di età e la residenza in Italia per almeno 10 anni. Vi è poi un requisito reddituale fissato a 59977,79 euro per i soggetti non coniugati e a 11955,58 per i coniugati. In merito a tali importi, è però opportuno indicare che per avere una conferma riguardo al prossimo anno sarà necessario attendere un’apposita circolare da parte dell’Inps.

Come inviare la domanda per l’assegno sociale nel 2021

La domanda di accesso all’assegno sociale nel corso del 2021 potrà essere inviata direttamente dall’interessato all’Inps oppure tramite il ricorso ai servizi offerti dal patronato. Nel primo caso è necessario essere in possesso del codice PIN ancora in corso di validità, dello SPID o di un altro sistema di riconoscimento valido (carta d’identità elettronica o CNS). È possibile inoltrare la pratica anche per telefono contattando il contact center al numero 803164.

In alternativa si può fare riferimento al patronato di fiducia, che redige la pratica e la invia per conto del richiedente all’Inps, occupandosi anche della relativa gestione in caso di respingimento o di ulteriori richieste legate alla documentazione. L’assegno matura a partire dal primo giorno del mese successivo all’accettazione della domanda, a patto che tutti i requisiti risultino rispettati.

Quanto si prende con l’assegno sociale e quando è possibile l’integrazione con la pensione di cittadinanza

Attualmente l’assegno sociale eroga una pensione di 459,83 euro per tredici mensilità. In caso di presenza di altri redditi viene garantito a integrazione fino alla soglia di 5977,79 euro l’anno. La cifra lorda viene corrisposta per intero, non essendo soggetta all’applicazione di imposte. Il superamento del limite di reddito nel corso dell’anno comporta la sospensione dell’assegno.

L’importo esatto nel 2021 non è ancora stato comunicato, stante la necessità di attendere la nuova circolare Inps per verificare l’eventuale aggiornamento consolidato per l’inflazione. Per chi rientra nei requisiti reddituali e patrimoniali della pensione di cittadinanza, l’assegno può essere ulteriormente integrato fino a un massimo di 780 euro al mese. L’importo relativo alla PdC viene concesso su richiesta e in presenza dei vincoli di legge.

Tra questi vi è il possesso di un ISEE familiare inferiore a 9360 euro, un patrimonio immobiliare non superiore a 30mila euro (esclusa la prima casa) e un patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro. Infine, nessun componente del nucleo familiare deve possedere autoveicoli immatricolati durante i sei mesi antecedenti la presentazione della domanda.