Assegno sociale 2021 a 67anni: come sfruttarlo

Per chi non ha contributi versati a 67 anni si può prendere l’assegno sociale

Se non si ha il giusto numero di contributi previdenziali versati abbinato ad una determinata età, non ci sono particolari soluzioni per ricevere una pensione. Il nostro sistema infatti è basato sul doppio binario anagrafico e contributivo.

Ad una determinata età però, esiste l’assegno sociale, che è una misura assistenziale e non previdenziale dal momento che non ha requisiti contributivi. Ci sono però altre determinate condizioni da rispettare.

Assegno sociale 2021, come funziona

L’età giusta per percepire l’assegno sociale è fissata a 67 anni come lo è l’età pensionabile per pensioni di vecchiaia, deroghe Amato ed opzione contributiva. L’assegno sociale non prevede contribuzione e questo rende la misura calzante sia per chi non ha mai lavorato (l’esempio della casalinga è calzante, tanto è vero che i più anziani la chiamavano proprio pensione casalinghe), che per chi non raggiunge per esempio, il limite dei 20 anni utili alla quiescenza di vecchiaia. In pratica, una misura che sempre l’INPS eroga a chi non ha la possibilità di andare in pensione.

I requisiti reddituali, occhio alla famiglia

Ricapitolando, per chi non ha mai versato contributi o per chi non ne ha versati a sufficienza, a 67 anni si può percepire l’assegno sociale. Misura strutturale e vigente anche nel 2021. Per quest’anno l’INPS ha fissato l’importo spettante di assegno sociale ad euro 460,28.

Questa la cifra che spetta ai beneficiari per 13 mensilità. L’assegno sociale è la misura che consente a chi ha particolari situazioni economiche ed ha raggiunto l’età pensionabile senza aver maturato il diritto alla pensione, di avere una forma di sostentamento.

La normativa vigente in materia assegno sociale Inps prevede determinate condizioni reddituali che possono riguardare anche alcuni componenti del nucleo familiare del richiedente. L’importo previsto prima indicato è l’importo massimo erogabile come assegno sociale.

Infatti questo è calmierato al reddito dell’interessato e del suo coniuge. Infatti solo per i soggetti reddito zero si arriva a percepire l’importo massimo previsto. L’unico familiare con cui occorre sommare i redditi per poter percepire l’assegno sociale è il coniuge se esso è presente nel nucleo familiare.

Il limite massimo di reddito oltre cui la misura non è fruibile è pari a 5.983,64 euro annui per il single e di 11.967,28 euro, se il soggetto interessato è coniugato. Se prendiamo ad esempio il singolo, il reddito da non superare per avere diritto alla prestazione è esattamente pari all’importo annuale dell’assegno sociale.

Per questo, l’importo dell’assegno per chi non ha reddito zero è dato dalla differenza tra il proprio reddito e l’assegno sociale intero. Chi ha per esempio 2.600 euro di reddito personale, pari a 200 euro al mese su 13 mensilità, riceverà di assegno sociale 260,38 euro, che è la differenza tra l’assegno sociale intero e il reddito personale proprio. Va ricordato che il reddito proprio non va superato ed incide alla stessa maniera anche per i coniugati.