Autore: Guido Michelini

Invalidità

Assegno ordinario di invalidità, come funziona e a chi spetta

Come si può percepire l’Assegno ordinario di Invalidità Inps per le persone affette da disabilità? Ecco la guida alla misura

Per le persone che sono affette da invalidità piuttosto gravi, con una riduzione della capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo, esiste una prestazione Inps che li tutela. Si tratta dell’Assegno ordinario di invalidità, misura che pure se sembra assistenziale visto che si rivolge a persone con un determinato disagio fisico, è previdenziale.

Quindi, una persona invalida, che ha una menomazione fisica o mentale tale da ridurne la capacità lavorativa a meno del 33%, può avere accesso a questo beneficio. Naturalmente la menomazione fisica o mentale deve essere certificata dalle competenti autorità. Vediamo nello specifico cosa occorre sapere sulla misura, dai requisiti di accesso agli importi in pagamento per chi rientra tra i beneficiari.

Assegno ordinario di invalidità, assegno di invalidità civile e pensione di inabilità

L’Assegno ordinario di invalidità non va confuso con la pensione di inabilità perché per quest’ultima l’invalidità utile a rientrare nel beneficio deve essere totale, mentre per l’Assegno di invalidità ci deve essere solo una ridotta capacità lavorativa.

L’Assegno ordinario di invalidità è una misura introdotta e disciplinata dalla legge n° 222 del 1984. Inoltre, non bisogna confondere questa misura con l’Assegno di invalidità civile. In questo caso la differenza sta nella natura, perché per l’assegno di invalidità civile non serve avere alcun requisito contributivo, essendo una prestazione esclusivamente assistenziale, mentre per l’oggetto della nostra guida, la sua natura è previdenziale.

A differenza della pensione di inabilità, l’assegno ordinario di invalidità non è reversibile ai superstiti e non può essere cumulato con la disoccupazione indennizzata INPS.

Assegno ordinario di invalidità, a chi si rivolge?

Hanno diritto all’assegno ordinario di invalidità INPS tutti gli iscritti all’Ago, e quindi tutti i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi , gli artigiani, i commercianti, i coltivatori diretti i coloni e i mezzadri, gli iscritti ai fondi sostitutivi ed esclusivi dell’Assicurazione generale obbligatoria.

Sono esclusi da questa misura i lavoratori pubblici, mentre rientrano tra i potenziali beneficiari anche i lavoratori parasubordinati.

Assegno ordinario di invalidità, i requisiti

Per poter rientrare nella misura occorre rispettare determinate condizioni. Il primo requisito, di cui abbiamo già trattato in premessa è la riduzione della capacità lavorativa. Come dicevamo questa deve essere ridotta a meno di un terzo e può riguardare tanto una problematica fisica che una problematica mentale.

L’Assegno ordinario di invalidità è una misura previdenziale e come tale necessita di un determinato numero di contribuiti versati. Infatti occorrono non meno di 5 anni di contribuzione previdenziale versata, cioè 260 contributi settimanali. Di questi 5 anni di contributi necessari, almeno 3 anni devono risultare versati nei 5 anni precedenti la data in cui si presenta domanda di concessione del beneficio all’istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Assegno ordinario di invalidità, come si rientra nella misura?

Una cosa che occorre sottolineare è che il richiedente la prestazione ordinaria di invalidità all’INPS, non deve per forza di cose cessare la sua attività lavorativa. Infatti tra i requisiti non c’è questa cessazione, cosa che per esempio è necessaria per ottenere la pensione di inabilità.

Una differenza netta con l’Assegno di invalidità civile è relativa alle tabelle con cui si certifica il grado di invalidità del soggetto richiedente le prestazioni destinate alle disabilità. Per l’Assegno ordinario di invalidità, le tabelle che si usano per le invalidità civili non possono essere utilizzate.

Questo perché l’Assegno ordinario è misura specifica che chiede il rispetto della riduzione di capacità lavorativa solo per la tipologia di attività e le attitudini del richiedente. Per l’Assegno di invalidità civile invece, la riduzione della capacità lavorativa deve essere generica.

Assegno ordinario di invalidità, la domanda e come presentarla

Come per la generalità delle domande per le prestazioni INPS, anche questa per l’Assegno ordinario di invalidità va inoltrata in via telematica. Quindi, tramite Patronato o altro ente abilitato a prestare assistenza ai contribuenti, oppure utilizzando il Pin dispositivo INPS per l’accesso ai servizi on line dell’Istituto previdenziale italiano, che però risultano accessibili anche tramite Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid), Carta nazionale dei Servizi (Cns) e Carta di identità elettronica (Cie).

Alla domanda deve essere allegato il modello SS3. Questo modulo è la certificazione medica, rilasciata dal proprio medico curante, che attesti la condizione di invalidità che dovrebbe dare diritto al trattamento previdenziale per il richiedente. L’assegnazione della prestazione sopraggiunge nel momento in cui la commissione medica Inps passando a visita il richiedente, conferma la menomazione dello stesso.

Assegno ordinario di invalidità, revisione triennale e per redditi

L’Assegno ordinario di invalidità decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda ed ha una durata di 3 anni, al termine dei quali, si può presentare richiesta di conferma, naturalmente con nuovi adempimenti sanitari richiesti e nuove visite presso le commissioni mediche per l’accertamento delle invalidità dell’INPS.

Il rinnovo può essere fatto per massimo tre volte e se la condizione di disabilità resta tale anche dopo il terzo rinnovo, l’assegno diventa definitivo. Essendo misura previdenziale, al raggiungimento dell’età adatta alla pensione di vecchiaia, l’Assegno ordinario di invalidità viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

La revisione della prestazione può essere indotta dall’INPS anche nel caso in cui il beneficiario della prestazione risulti titolare di un reddito da lavoro dipendente, autonomo o di impresa superiore a 3 volte il trattamento minimo (circa 1.550 euro al mese per il 2020), nell’anno precedente.

Assegno ordinario di invalidità, il calcolo della prestazione

Come abbiamo detto, le tabelle che si utilizzano per le invalidità civili non possono essere utilizzate per l’Assegno ordinario di invalidità INPS. Per questo, l’importo della prestazione è basato esclusivamente sui contributi versati. Anche per l’assegno ordinario di invalidità, il metodo di calcolo è quello canonico, cioè misto o contributivo a seconda del periodo id versamento dei contributi, prima del 1996 e dopo tale anno.

Se l’importo dell’assegno è sotto determinate soglie, la normativa vigente prevede l’integrazione al trattamento minimo che per il 2020 è di massimo 460 euro.

L’integrazione al trattamento minimo INPS non è applicabile per i beneficiari dell’assegno ordinario di invalidità che hanno redditi propri assoggettabili ad Irpef, superiori a due volte l’importo previsto per l’assegno sociale o reddito cumulativi con il proprio coniuge, superiori a tre volte l’importo dell’assegno sociale.

Dal momento che non è necessario interrompere l’attività lavorativa, occorre sottolineare che se da tale attività il beneficiario dell’Assegno ordinario di invalidità, ricava reddito sopra 4 volte il trattamento minimo INPS vigente, l’Assegno ordinario di invalidità è ridotto del 25%. Riduzione che sale al 50% se il reddito è pari o superiore a 5 volte il trattamento minimo INPS.