Autore: B.A

INPS - Assegni familiari

Assegni familiari e busta paga: cosa è cambiato dal 1° luglio

In busta paga per gli assegni familiari molti è cambiato con la scadenza del 30 giugno

Al lavoratore dipendente spettano gli assegni familiari in base a delle tabelle Inps. E l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Italiano ha emanato le nuove tabelle in vigore dal primo gennaio 2020. Tutti i lavoratori dipendenti infatti, hanno dovuto rinnovare la richiesta degli assegni familiari perché scaduta il 30 giugno e rispetto alla precedente, molto è cambiato.

Il lavoratore infatti, percepisce gli assegni familiari ANF direttamente nel prospetto paga. E i nuovi ANF scadranno il 30 giugno 2021. Sull’istituto degli assegni familiari occorre fare chiarezza, soprattutto rispondere a diverse domande da parte dei lavoratori. Vediamo nel dettaglio tutti ciò che occorre sapere.

ANF, assegni familiari, le nuove tabelle Inps

L’Inps provvede ogni anno all’aggiornamento delle tabelle degli assegni familiari ANF. Il lavoratore per poter ricevere gli assegni familiari in busta paga deve presentare all’Istituto un’apposita richiesta per ogni anno a cui ha diritto. In linea generale la domanda va presentata ogni luglio per il periodo che va dal 1° luglio dell’anno in cui la domanda si presenta, al 30 giugno dell’anno successivo.

Gli importi degli assegni sono contemplati proprio dalle tabelle Inps e restano in vigore proprio dal periodo di validità annuale della richiesta da parte del lavoratore dipendente. La domanda all’Inps è vincolante, perché l’Istituto previdenziale, non ricevendo la richiesta, non riconosce gli assegni familiari in busta paga.

Assegni familiari, importo variabile

Una cosa da sottolineare è che l’assegno per il nucleo familiare varia in base alla composizione dello stesso nucleo, dalla presenza di minori, dal numero dei componenti ed anche dal reddito familiare.
Gli ANF possono essere percepiti da:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato;
  • Lavoratori del settore domestico;
  • Lavoratori della Gestione Separata;
  • Pensionati;
  • Titolari di prestazioni previdenziali.

Gli assegni familiari vengono pagati in busta paga tenendo conto degli scaglioni di reddito che l’Inps prevede nelle sue tabelle. E si tratta di importi che vengono adeguati al tasso di inflazione che l’Istat ogni hanno certifica. L’aumento delle nuove tabelle Inps è stato calcolato in misura pari allo 0,5% come l’Istat ha certificato essere l’aumento del costo della vita per il periodo che va dal 2018 al 2019.

Il richiedente degli assegni familiari deve indicare nella domanda di ANF, i redditi dell’intero nucleo familiare percepiti nell’anno d’imposta precedente. Vanno dichiarati tutti i redditi, ad esclusione di

  • Trattamenti di Fine Rapporto;
  • Rendite vitalizie pagate dall’INAIL;
  • Indennità di accompagnamento per invalidi civili;
  • Indennità per sordi e ciechi parziali;
  • Arretrati da Cig.

Dal sito dell’Istituto è possibile consultare le tabelle al fine di verificare l’importo dell’assegno familiare ANF a cui si ha diritto in base al proprio nucleo familiare e al reddito prodotto nell’anno precedente. La domanda va presentata inserendo i dati veritieri perché se si inseriscono dati sbagliati gli assegni non vengono erogati e se si inseriscono dati fasulli, l’Inps detiene il diritto al recupero delle somme erogate ma indebitamente percepite proprio per via delle dichiarazioni mendaci. In particolari casi di dichiarazioni fraudolente, il richiedente corre anche rischi penali.

Come leggere le tabelle Inps

Il 21 maggio scorso l’Inps ha emanato una circolare con allegate le tabelle degli assegni familiari per il periodo. Per controllare l’importo giusto degli assegni familiari da percepite, ogni interessato ha accesso alle tabelle sul sito Inps. In questo modo si può trovare l’importo controllando la fascia di riferimento del proprio reddito in corrispondenza del numero dei componenti il proprio nucleo familiare.

Domanda ANF solo telematica

Da aprile 2019 la procedura unica prevista per le domande per gli assegni familiari è quella telematica. Si può eseguire la procedura di richiesta, direttamente dal sito INPS, con PIN dispositivo Inps, Spid, CNS e Cie. I Patronati comunque sono a disposizione per assistere tutti i lavoratori nel produrre istanza.

Va ricordato che non presentare istanza non consente l’incasso degli assegni. Chi non ha prodotto domanda dopo la scadenza del 30 giugno, non ha ricevuto gli assegni. Ma nulla è perduto, perché presentando la domanda si ha diritto agli arretrati. E questa facoltà vale anche retroattivamente per un periodo di 5 anni.