Autore: Guido Michelini

Assegni familiari

Assegni al nucleo familiare: diritto, autorizzazione e domanda

Cosa sono, come si richiedono, a chi si rivolgono gli ANF.

Tutti i lavoratori dipendenti con familiari a carico potrebbero avere diritto agli ANF. Gli Assegni per il Nucleo Familiare sono un sostegno economico che può spettare ai lavoratori dipendenti, ai lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata, ai pensionati da lavoro dipendente, ai lavoratori del settore domestico e pure a chi è beneficiario di ammortizzatori sociali quali la NASPI o la CIG.

Requisiti e condizioni per gli ANF

La prima condizione necessaria per avere diritto agli Assegni nucleo familiare, e non potrebbe essere diversamente, è che il nucleo familiare deve essere formato da almeno due persone, cioè dal lavoratore che richiede il benefit e almeno un soggetto a suo carico.

Inoltre, il reddito complessivo della famiglia deve essere inferiore a quello stabilito ogni anno dalla legge. Anche dal punto di vista degli importi, questi sono determinati annualmente dall’Inps e riportati sul sito internet dell’Istituto in apposite tabelle liberamente consultabili da tutti. Queste tabelle hanno validità di 12 mesi a partire dal 1° luglio dell’anno di pubblicazione e fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Ricapitolando, l’assegno per il nucleo familiare spetta ai lavoratori dipendenti e assimilati iscritti alla gestione separata, quindi pure i co.co.co e i collaboratori a progetto, ai pensionati che hanno assegni derivanti da carriere come lavoratori dipendenti, ai disoccupati indennizzati da ammortizzatori sociali, ai cassa integrati, a quelli in mobilitò. Ultima condizione ma non meno importante delle precedenti è che il reddito complessivo del nucleo familiare deve essere composto da reddito derivante da lavoro dipendente e assimilato, per almeno il 70%.

Questa precisazione è molto importante perché può determinare il diniego ad avere gli assegni per una famiglia dove ci sono un lavoratore dipendente ed un autonomo. Se il reddito del primo incide per meno del 70% nel reddito complessivo della famiglia, gli assegni non sono spettanti.

Il reddito familiare non deve superare determinati limiti. Al riguardo va sottolineato che il reddito da prendere in considerazione è costituito da quello del richiedente e di tutte le persone che compongono il nucleo familiare. E ancora, quello da prendere in considerazione ai fini della concessione dell’assegno, è quello prodotto nell’anno solare precedente il 1° luglio di ogni anno ed ha valore fino al 30 giugno dell’anno successivo.

Gli unici redditi che non vanno considerati sono: le pensioni ai militari vittime di infortunio, le pensioni di guerra, le rendite Inail, l’accompagnamento agli inabili civili, ai ciechi civili assoluti, ai minori invalidi non deambulanti, le indennità di accompagnamento ai pensionati di inabilità Inps, le eventuali trasferte indennizzate non rientranti nel regime Irpef, le integrazioni salariali e i Tfr.

Assegni nucleo familiare, chi è che li eroga?

Gli assegni per il nucleo familiare sono erogati da parte dell’Inps, che come dicevamo, oltre ad essere l’ente predisposto a definire gli importi e pubblicare le tabelle, è anche l’ente a cui va inoltrata domanda, che come vedremo in seguito, dal 2019 ha cambiato modalità di presentazione.

Per i lavoratori dipendenti il pagamento viene fatto dal datore di lavoro, che poi li conguaglia con l’Inps nel momento i cui andrà a versare i contributi allo stesso Istituto. Per lavoratori dipendenti particolari, come possono essere badanti, colf e altri lavoratori domestici, oppure per chi è iscritto alla gestione separata Inps o ancora, per chi è in disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e così via, l’Inps eroga direttamente gli assegni.

Ai lavoratori dipendenti, a chi percepisce la Naspi, ai domestici e così via, gli assegni sono pagati mensilmente con busta paga, cedolino di pensione o assegno di disoccupazione. Solo per chi è iscritto alla gestione separata Inps il pagamento è semestrale. Quando l’Inps eroga direttamente l’assegno, le modalità di pagamento sono molteplici. SI va dal bonifico domiciliato presso Poste Italiane all’accredito su conto corrente bancario o postale, dal versamento su libretto postale alla ricarica della carta prepagata.

Per quali familiari si possono richiedere gli assegni

Fermo restando quanto detto in precedenza, cioè che gli assegni al nucleo familiare sono corrisposti a determinate categorie di lavoratori e con determinati requisiti da rispettare, occorre circoscrivere la tipologia di famigliari che possono dare diritto a percepire questi ANF.

Essi sono:

  • il coniuge non legalmente ed effettivamente separato,
  • tutti i figli, quelli legittimi, i legittimati, quelli adottivi, gli affiliati, i figli naturali, quelli legalmente riconosciuti o giudizialmente dichiarati, quelli nati da precedente matrimonio dell’altro coniuge, quelli affidati a norma di legge,
  • i nipoti viventi a carico di ascendente diretto di età inferiore ai 18 anni,
  • i figli maggiorenni inabili al lavoro al 100%,
  • i fratelli, le sorelle, i nipoti collaterali minori di età o maggiorenni inabili al 100% (ma senza genitori viventi e senza assegni di reversibilità).

Tutte queste persone fanno parte del nucleo e danno diritto agli assegni al nucleo familiare anche se non risultano conviventi con il richiedente, se non risultano a carico del richiedente e pure se non risultano residenti in Italia.

Domanda autorizzazione ANF, tutto on line

La grande novità in materia assegno per il nucleo familiare è stata introdotta a fare data dal 1° aprile 2019.

La domanda di ANF può essere inviata solo online sul sito dell’INPS. Inoltre a prescindere dal modo di pagamento prescelto (conto corrente, carta prepagata e così via), la domanda deve essere corredata dal modello SR163 per la certificazione dell’IBAN.

Dal 1° aprile 2019 i lavoratori del settore privato per ottenere il pagamento dell’assegno devono presentare domanda utilizzando l’apposito modulo online predisposto dall’Inps denominato ANF/Dip. Il modulo cartaceo che si usava una volta esiste ancora, ma è da usare solo a titolo informativo, perché non vale come richiesta. L’invio può essere fatto utilizzando le credenziali di accesso ai servizi telematici Inps, con Pin dispositivo, Carta nazionale dei servizi (Cns), Carta di identità elettronica (Cie) o Sistema Pubblico di Identità Digitale (Spid).

In alternativa, si può presentare domanda tramite Patronato, Caf e professionisti del settore abilitati alla trasmissione delle domande all’Inps. In alcuni casi il datore di lavoro è tenuto a pagare solo se il lavoratore è stato preventivamente autorizzato dall’Inps. L’autorizzazione dell’Inps è richiesta per il pagamento dell’assegno per i figli di separati, di divorziati, i figli naturali riconosciuti da entrambi i genitori, i fratelli, le sorelle, i nipoti, i familiari inabili per i quali non sia già documentata l’invalidità al 100%, i familiari residenti all’estero.

L’ assegno per il nucleo familiare può essere pagato direttamente al coniuge del lavoratore avente diritto. La domanda per il pagamento separato deve essere presentata al datore di lavoro nel caso in cui la prestazione sia pagata da questi per conto dell’Inps, utilizzando il previsto modulo per la richiesta dell’assegno.Nei casi in cui il pagamento è effettuato direttamente dall’Inps, la domanda deve essere presentata direttamente agli uffici dell’Istituto.

I requisiti affinchè si possa dare vita al pagamento disgiunto degli ANF è che il genitore a cui verranno erogati, non percepisca a sua volta un assegno per il nucleo familiare, non sia lavoratore dipendente e non sia titolare di una pensione o prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente.

Il diritto all’assegno al nucleo familiare si prescrive in 5 anni e pertanto il soggetto avente diritto può richiederli in arretrato fino a 5 anni indietro se non ha mai fatto domanda o se non li ha mai percepiti. Gli arretrati vanno richiesti direttamente al proprio datore di lavoro anche se questo è cambiato, oppure all’INPS nel caso di pensioni, prestazioni, colf e badanti oppure per ditte cessate fallite.