Autore: B.A

Approvato il decreto “Cura Italia”, aiutati i lavoratori, e le badanti?

Il lavoro domestico escluso da qualsiasi intervento di aiuto del governo, nel decreto Cura Italia niente!

Il decreto economico in aiuto di famiglie, aziende e lavoratori è stato approvato dal Consiglio dei Ministri ieri sera. Una serie di innumerevoli interventi e misure che aiuteranno gli italiani vittime degli effetti del coronavirus sulla nostra economia. Cassa integrazione, bonus, benefit e indennizzi per lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti, co.co.co e famiglie. Ma per il lavoro domestico niente, esclusi da tutto.

Cosa ha prodotto il decreto Cura Italia per i lavoratori

100 euro di taglio ulteriore del cuneo fiscale per il mese di marzo a quei lavoratori che lavorano ancora in sede, cioè che prestano attività in settori ancora aperti, per quelle attività essenziali che il governo ha deciso di lasciare aperte. E sempre per chi ancora lavora, bonus baby sitter da 600 euro e congedo parentale per entrambi i coniugi lavoratori, fino a 15 giorni massimo cumulativi. Per medici, operatori socio sanitari, infermieri e forze dell’ordine, bonus baby sitter aumentato fino a 1.000 euro. Per aziende che sono state costrette a chiudere o ridurre le loro attività, bonus da 600 euro per il mese di marzo. Un indennizzo per il momento una tantum, ma come ha detto il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, questo è solo il primo decreto, dove si stanziano immediatamente 25 miliardi di cui 10 per il lavoro e l’occupazione, ma potrebbe essercene un altro per aprile, magari usando fondi UE.

Il lavoro domestico al palo

600 euro di indennizzo a copertura di ciò che i lavoratori perdono per chiusure e interruzione delle attività. Questo vale per lavoratori stagionali, lavoratori autonomi, lavoratori con contratto di collaborazione continuativa. Quindi, anche se poco, un concreto aiuto per i lavoratori, per ridurre il danno economico derivante dalla pandemia da coronavirus. Benefit, indennizzi e cassa integrazione sono aiuti importanti, ma che non riguardano la generalità dei lavoratori. Aiuti che verranno per i lavoratori del settore turistico e alberghiero che hanno perso involontariamente il lavoro, oppure per i braccianti agricoli che hanno almeno 50 giornate lavorate alle spalle. Ma non vale nel lavoro domestico, dice badanti, baby sitter, governanti e così via dicendo, non hanno paracadute per quello che sta succedendo oggi.

Per loro, se si interrompe il rapporto di lavoro, solo la Naspi per chi ha maturato i requisiti e perde il lavoro perché licenziato. In alternativa, previo accordo tra le parti, cioè tra datore di lavoro e lavoratore, il dipendente può essere messo in ferie, e se non ancora maturate, possono essere anticipate. Naturalmente perdendo il diritto ad usufruirne in futuro, ad emergenza finita. Solo in questo modo o lavoratori potranno essere salvaguardati dal primo capire ugualmente lo stipendio, qualora da una delle due parti o da entrambe, sopraggiungesse la voglia di interrompere il rapporto di lavoro per tutelare la salute di lavoratori e datori di lavoro.