Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

Anche 3.000 euro agli stagionali tra le misure del vecchio governo, lo dice la Catalfo

Con un lungo post l’ex Ministro del lavoro elenca le misure in cantiere adesso ferme.

Molte le conferme dei Ministri che dal governo Conte sono passati al governo Draghi. Tra queste conferme (Di Maio, Speranza, Lamorgese, Franceschini), non c’è la Catalfo, sostituita al Ministero del Lavoro da Orlando.

Uno dei Ministeri più importanti quello del lavoro e più all’opera in una fase di grave emergenza, con il blocco dei licenziamenti e le misure del decreto Ristori da completare. Sarà compito di Orlando adesso, e lo rimarca proprio l’ex Ministro Catalfo con un post dalla sua pagina ufficiale di Facebook, dove elenca dettagliatamente a cosa stava lavorando lei nel governo Conte bis.

Nunzia Catalfo: «Il paese non può più aspettare»

«In queste ore, molti di voi mi stanno scrivendo chiedendomi informazioni sulle nuove misure di sostegno contenute nel prossimo Decreto Ristori. È compito del nuovo Esecutivo vararle e mi auguro che ciò avvenga al più presto: il Paese non può più aspettare», così inizia il post della Catalfo.

«Da Ministro, nonostante lo stallo causato dalla crisi di Governo, fino all’ultimo giorno ho lavorato per continuare a garantire aiuti concreti a lavoratori, famiglie e imprese più colpite dagli effetti economici della pandemia», così la Catalfo lascia il Ministero ricordando ciò che ha fatto durante la sua permanenza nel governo Conte.

L’elenco delle cose in cantiere prima del governo Draghi

Stando a quello che dice l’ormai ex Ministro del lavoro, erano molte le proposte che lei stessa aveva avanzato per risollevare le famiglie e i lavoratori. E la Catalfo non nasconde nulla, anzi elenca tutto punto per punto.

La proroga della cassa integrazione per esempio, con ulteriori 8 settimane di Cassa integrazione ordinaria e 26 settimane di cassa integrazione in deroga, da richiamare fino a fine 2021. E con l’estensione delle casse integrazioni, fino a fine anno stop ai licenziamenti. Per chi non avrebbe sfruttato le casse, blocco del versamento dei contributi previdenziali.

Per i lavoratori dello spettacolo, stagionali, stagionali del turismo, intermittenti e autonomi privi di partita IVA, si prevedeva una ulteriore indennità, pari a 3.000 euro. Altro punto, l’indennizzo per disoccupati che hanno finito di percepire Naspi e Dis.Coll e che non hanno percepito alte misure di sostegno. Per la Naspi poi, l’idea era quella di bloccare la riduzione del 3% al mese a partire dal 4° mese di fruizione.

E poi ancora, due mesi aggiuntivi di reddito di emergenza, un miliardo di euro per ulteriore finanziamento del Reddito di cittadinanza, 1,5 miliardi per l’esonero dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti, il congedo straordinario per i genitori di minori di 14 anni, nel caso di quarantena del figlio o della sospensione dell’attività didattica, 150 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo per il Terzo Settore e 50 milioni in favore degli istituti di patronato. Misure che adesso deve essere il nuovo Ministro a vedere di mettere in atto.