Autore: G.M

2
Ott

Altro che muro con il Messico! Trump pensava ad una trincea con i coccodrilli

Sul New York Times una indiscrezione sul progetto di Trump alla frontiera tra USA e Messico.

Che si un Presidente piuttosto radicale lo si sapeva già, così come si conosceva già il fatto che Donald Trump fosse un tipo piuttosto pittoresco. Una indiscrezione di uno dei più importanti quotidiani del Mondo, il «New York Times» però, forse supera ogni immaginazione riguardante il Presidente degli Stati uniti d’America. Donald Trump voleva usare i coccodrilli come elemento di dissuasione a cercare di entrare negli Stati Uniti d’America passando dalla frontiera Messicana.

Le politiche di Trump

"Costruirò un muro che divida l’America dal Messico", questa una delle frasi più ripetute da Trump, fin dai tempi della campagna elettorale per le Presidenziali negli Stati Uniti d’America che poi lo hanno visto vincitore. Il problema migranti, che oggi è di strettissima attualità in Italia, lo è anche per l’America. Se da noi ci sono gli africani, che scappano da povertà, fame, disoccupazione o da guerre e dittature sanguinarie come il caso della Libia, oltre Oceano si fanno i conti con i migranti sudamericani o di altri Stati che passano dalla frontiera messicana per entrare negli USA. El Salvador, Honduras, Porto Rico, Cuba, San Salvador, da questi Stati provengono la maggior parte dei migranti verso gli Usa provenienti dal Sud America. A questi vanno aggiunti quelli che scappano dalle guerre in Africa o nel Sud est asiatico. In materia migratoria Salvini probabilmente è un santo rispetto a Donald Trump.

Per Trump gli Stati Uniti hanno bisogno di «confini forti ed estremamente selettivi» perché non bisogna fare come in Europa, dove la confusione razziale tiene in scacco molti Paesi. Il credo del presidente USA ormai è cosa conosciuta. L’inquilino della Casa Bianca ha già adottato provvedimenti radicali e ferrei nei confronti degli immigrati. Basti pensare al provvedimento sul divieto di ingresso ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana, cioè Iran, Iraq, Yemen, Libia, Somalia, Sudan e Siria, provvedimento che ha visto anche la censura da parte delle Nazioni Unite. Resta il fatto che da quando è Presidente, gli Stati Uniti sono tra i Paesi che più hanno mantenuto le frontiere sigillate.

Trincee e coccodrilli

Per quanto detto non fa certo scalpore ciò che riporta il New York Times. Il muro costruito da Trump alla frontiera del Messico secondo il presidente non bastava. Il suggerimento che Trump, secondo il New York Times, avrebbe dato, era di fortificare quel muro costruendo una autentica trincea in perfetto stile fortezza medioevale. Una trincea piena di acqua con dentro affamati e famelici coccodrilli. Stando a ciò che dice il quotidiano della grande mela, avrebbe anche dato mandato ai suoi collaboratori di calcolare il costo dell’operazione, sinonimo questo di vera convinzione e non di una semplice trovata pubblicitaria.

Tra le altre cose, Trump aveva consigliato ai militari statunitensi che pattugliano il confine, di sparare ai migranti nel caso in cui l’atteggiamento di questi ultimi fosse aggressivo, magari se lanciassero dei sassi. Un suggerimento che fece subito scalpore e sul quale il Presidente degli USA fece parziale marcia indietro, correggendo il tiro e dicendo ai militari che se era necessario avrebbero dovuto sparare alle gambe dei migranti. Le politiche di Trump secondo il quotidiano sono sempre le stesse. Basti pensare che lo scorso marzo il Presidente aveva ordinato di chiudere entro 24 ore l’intero confine con il Messico, cioè murare una superficie lineare di 2.000 KM.