Autore: B.A

Allarme stangata pensioni: quando c’è da correggere i conti, pensionati nel mirino

La crisi economica mette in pericolo le pensioni? Ecco una ipotesi particolare.

Storicamente, le grandi stangate sulle pensioni tendono ad arrivare, nei momenti di grave crisi economica. Ne è dimostrazione la crisi economica del 2011, quando l’allora governo Monti, ha varato il decreto «Salva Italia», con la legge Fornero che tutto tristemente ricordano.

Furono prese misure lacrime e sangue, con la Fornero in lacrime a spiegarle. Pensioni come bancomat per lo Stato, uno spot che compare sempre nelle manifestazioni di pensionati. Il fatto che le pensioni siano una delle poche certezze per molti, le rende un facile strumento da attaccare nel caso si voglia fare cassa. Succederà anche adesso che stiamo vivendo la più grave crisi economica dal dopoguerra ad oggi? Per il momento restiamo nel campo delle ipotesi, ma il pericolo non è così lontano.

Nessun allarmismo sulle pensioni, però.....

La stangata sulle pensioni è sempre arrivata quando c’era da correggere i conti pubblici, questo ciò che sottolinea un interessante articolo di approfondimento del sito «ProiezionidiBorsa». Adesso che i conti dello Stato Italia sono a terra e soprattutto tendenti al peggio, c’è chi ipotizza una nuova stangata sulle pensioni.

Triste destino quello delle pensioni. Ogni qual volta c’è da riassestare il bilancio di uno Stato, inevitabilmente si arriva a parlare di pensioni. La spesa previdenziale italiana è piuttosto alta ed è lì che in genere, anche la UE chiede tagli. C’è chi dice che la spesa pubblica per la previdenza in Italia, sia elevata perché dentro si inseriscono anche le uscite assistenziali, ma questo adesso non fa differenza, soprattutto oggi che di fatto le misure di sostegno per famiglie e lavoratori, sono tutte fatte a debito e soprattutto, sono tutte assistenziali.
Manovre a debito, come quelle che il governo sta varando di questi tempi, prima o poi presentano il conto. Prima o poi i debiti andranno sanati e si inizierà a parlare di rientro del debito.

Riforma della pensioni

Di riforma della pensioni si parlava tanti prima della pandemia e probabilmente se ne riparlerà al termine della pandemia. Cambieranno però, altrettanto probabilmente, le linee di questa riforma. Aumento delle minime, flessibilità in uscita e persino quota 100 fino a fine sperimentazione, potrebbero essere sostituite da contributi di solidarietà e ricalcoli meno favorevoli per i pensionati. Il 2011 è un anno che apre a scenari spaventosi.

La crisi economica che colpì soprattutto l’Italia, spinse il Ministro Sacconi a varare la riforma delle pensioni con contributo di solidarietà su assegni sopra i 90mila euro annui. La crisi non smise di imperversare e così, Berlusconi si dimise ed arrivò Monti con la Fornero, e nuovi tagli e ristrettezza sulle pensioni.

Ipotizzare un debito fuori controllo anche per il prossimo autunno, non è esercizio azzardato. Un nuovo contributo di solidarietà potrebbe essere più di una semplice ipotesi. Qualcuno lo ha già paventato, come il dem Graziano Del Rio o come la stessa Professoressa Fornero. Presto ne sapremo di più.