Autore: Rita Parisi

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Mag

Alessia Marcuzzi a Verissimo, parole al vetriolo contro Simona Ventura

Alessia Marcuzzi è stata tra gli ospiti di Verissimo in occasione della puntata che andrà in onda sabato 4 maggio. Con Silvia Toffanin, la conduttrice, reduce dall’ultima e controversa edizione dell’Isola dei Famosi, ha fatto un bilancio della sua esperienza e non ha risparmiato commenti e riflessioni sulla polemica innescata dal video di Fabrizio Corona ai danni di Riccardo Fogli. La Marcuzzi ha anche rivolto parole pesanti ai danni di Simona Ventura che aveva aspramente criticato l’episodio.

Alessia Marcuzzi a Verissimo: “Io le mie responsabilità me le prendo”

Alessia Marcuzzi ha spiegato a Silvia Toffanin: “Fino all’intoppo con Riccardo mi sentivo proprio che fosse la mia Isola più bella, anche come conduzione. E poi è successo che con Riccardo Fogli è arrivata questa onda anomala che ci ha travolti tutti. Mi sono voluta scusare con lui in diretta, soprattutto per non averlo abbracciato abbastanza. Solitamente sono molto materna, ma in quel caso non sapevo bene cosa fare e mi sentivo in colpa, perché avrei potuto evitarlo. Io le mie responsabilità me le prendo. Quando ho visto quel video messaggio non ero molto d’accordo. Avrei voluto Fabrizio Corona in studio perché sarebbe stato più facile avere un contradditorio. In quel video c’erano per me delle cose troppo violente e il mio errore è stato quello di non dire ‘No’ più forte. Non potevo dissociarmi da quel video perché lo avevo visto, per cui, non essendo ipocrita, a Riccardo ho potuto dire solo mi dispiace”.

Alessia Marcuzzi ha poi colto l’occasione per ribattere alle critiche mosse da Simona Ventura: “Non si parla male dei colleghi. È una cosa che trovo poco elegante. Lei ha fatto la sua Isola, io ho fatto la mia, ognuno ha il suo modo di condurre. La cosa che mi fa sorridere è che noi abbiamo iniziato insieme. Anche se il ‘gobbo’ può essere fondamentale e non bisogna denigrare i suggeritori, ora ho quasi 47 anni, sono quasi trent’anni che faccio questo mestiere e mi viene da ridere quando si parla di copione o di uso del ‘gobbo’, perché non sarei ancora qui dopo 30 anni, ne avrò avuti di successi! C’è bisogno di solidarietà tra colleghe. È un peccato che non ci sia e che si debbano andare a dire delle cose che secondo me sono un segno di debolezza”.