Autore: B.A

Agevolazioni per gli affitti nel decreto rilancio, anche per albergatori e tutti i soggetti esercenti attività d’impresa

Le due misure sono alternative tra loro e non possono essere percepite entrambe dallo stesso soggetto.

Doveva svolgersi oggi pomeriggio alle 14, ma poi è slittato a stasera. Parliamo del Consiglio dei Ministri che dovrà licenziare decreto rilancio, cioè quello che doveva chiamarsi decreto aprile. Si tratta del più atteso atto del governo, quello che deve continuare a fornire sostegno alle attività commerciali, agli artigiani e alle attività di impresa, gravemente in crisi.

Salvo imprevisti pertanto, stasera uscirà il decreto e sembra che non dovrebbe discostarsi troppo dalla bozza che sta circolando sui media e sul web. Nel decreto, tra le varie misure a sostegno delle attività produttive, ci sarà anche l’agevolazione sui canoni di affitto. Una agevolazione che nella bozza è trattata all’articolo 31. Ecco di cosa si tratta, a chi si rivolge e cosa è questa agevolazione. 

Credito di imposta canini di affitto

L’articolo relativo alle agevolazioni sugli affitti quindi, presenta tutte le cose da conoscere circa questo ennesimo aiuto che il governo ha intenzione di prevedere. Il testo inserito nella bozza, cita testualmente che: «Al fine di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico oall’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo».

In pratica, il 60% dei canoni di affitto pagati da imprenditori e simili, se riferiti a locali non ad uso abitativo, potranno essere recuperati dalle tasse, come credito di imposta. Inoltre, "il credito d’imposta in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta nella misura del 30 per cento dei relativi canoni. Nella bozza viene sottolineato anche che per le strutture alberghiere il credito di imposta è indipendente dal volume di affari. 

Relazione illustrativa

La misura nella sua complessità viene spiegata nel dettaglio dalla relazione illustrativa messa a margine dell’articolo della bozza. In questa relazione si legge che: «La norma prevede, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, l’istituzione di un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Il credito spetta ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente».

I mesi di canone di affitto che rientrano in questa agevolazione saranno esclusivamente quelli di aprile, maggio e giugno. Altra condizione è che nel mese di aprile queste attività abbiano subito un calo di fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso fatturato nell’anno precedente (il mese di riferimento è aprile, perciò il calo di corrispettivi e fatturato deve essere rapportato tra aprile 2020 e aprile 2019.