Autore: B.A

Pensione

14
Gen 2020

’41 x tutti lavoratori uniti’, a colloquio col Ministro Catalfo, ecco tutte le richieste

Al Ministero del Lavoro sono stati ricevuti i rappresentanti del popolare gruppo social di lavoratori.

Continua il pressing dei lavoratori nei confronti del governo, affinché si metta mano alla previdenza sociale. Ieri, una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Si tratta di lavoratori che fanno parte del popolare gruppo Facebook, «41 per tutti, lavoratori uniti». Il gruppo da sempre rivendica interventi a favore dei lavoratori precoci, e ieri, la delegazione ha presentato al Ministro, una serie di proposte. Ecco in sintesi cosa si chiede in materia pensioni, adesso che i tempi sembrano maturi per una riforma previdenziale che da tempo è necessaria

Quota 41 per tutti

Sulla pagina ufficiale del gruppo, a margine dell’audizione che la delegazione di lavoratori ha ottenuto al Ministero del lavoro, un post ha fatto il riassunto dell’incontro. Tutte le richieste dei lavoratori sono state elencate dettagliatamente nel post. La prima richiesta è stata la solita quota 41 per tutti.

La delegazione ha chiesto una misura che consenta a tutti di accedere alla pensione con 41 anni di contributi versati, senza limiti di età e senza vincoli, paletti, decurtazioni di assegno o decorrenze differenziate con sistemi a finestre mobili di uscita. In altri termini, una vera pensione di anzianità, che consenta le uscite ad una volta raggiunta una determinata soglia di contribuzione versata.

Le altre richieste dei lavoratori

Quota 41 quindi, è la prima richiesta, e non poteva essere diversamente, visto che si tratta del cavallo di battaglia del gruppo, misura richiamata dal nome stesso del gruppo. Ma le rivendicazioni dei lavoratori non si sono fermate a questo. Un altro tassello necessario per una riforma delle pensioni che superi per davvero la legge Fornero è lo stop agli aumenti dell’età pensionabile.

Basta aumenti per l’età minima di accesso alle pensioni di vecchiaia, cioè, stop al collegamento della età pensionabile con l’aspettativa di vita. In pratica, va eliminato il meccanismo legato alla speranza di vita. Per quanto riguarda il calcolo delle pensioni con il sistema contributivo, i lavoratori hanno chiesto che il valore dei contributi versati non venga ridotto con le rigide regole dei coefficienti di trasformazione. In effetti adesso, prima si esce dal lavoro, meno valgono i contributi versati, perché meno favorevoli sono questi coefficienti di trasformazione del montante contributivo in pensione.

Quota 100 e le altre misure di anticipo

Un intervento immediato che la delegazione ha chiesto al Ministro Catalfo e al suo gruppo di collaboratori è la cancellazione di tutti i vincoli e le limitazioni previste per i lavoratori precoci, per chi rientra nell’Ape social, per i beneficiari di quota 100 e per tutte le altre misure che anticipano la quiescenza. Inoltre, è stato chiesto che i risparmi sugli stanziamenti per tutte queste misure (anche opzione donna), vengano utilizzati per altri interventi in materia previdenziale, senza essere distratti per alte esigenze del governo che non riguardano le pensioni.

Un passaggio molti importante è quello relativo alla separazione tra assistenza e previdenza. Poi è stata affrontata la annosa questione della gestione separata, che penalizza molti lavoratori. La richiesta in questo caso è che la gestione separata confluisca in quella generale, affinché tutti i lavoratori possano avere accesso ai medesimi diritti. Infine, è stato chiesto che venga sbloccato immediatamente il pagamento del Trattamento di fine rapporto o servizio, ai pensionati che da mesi e anni lo aspettano e che tutti o contributi versati a qualsiasi titolo, possano essere utili ad accedere alle pensioni, senza oneri aggiuntivi richiesti ai lavoratori.