WhatsApp e Facebook si arrendono alle nuove regole dell’Ue

WhatsApp, Facebook e la privacy. La Commissione europea si attiva in difesa dei cyberutenti e rivoluziona le norme su spam e cookies: senza consenso i nostri dati non vanno da nessuna parte.

Da Google fino a Whatsapp e Facebook: nessuno si salverà dalle nuove regole sulle comunicazioni elettroniche imposte dall’Unione Europea.

La tutela della privacy dei cyberutenti è al primo posto nella fitta agenda della Commissione europea che il prossimo 25 maggio dovrebbe approvare le nuove modifiche sulla salvaguardia dei dati personali online.

Chat, email, videochiamate e geolocalizzazioni saranno più sicure e le aziende che ci permettono di usufruire di tali servizi non avranno la facilità di adesso nello scoprire per esempio la durata delle nostre chiamate web o la posizione esatta in cui ci troviamo. Tutti i nostri dati personali senza una previa autorizzazione saranno cancellati o resi anonimi grazie alle nuove disposizioni.

Bruxelles annuncia pesanti ripercussioni nei confronti dei colossi della comunicazione che sceglieranno di fare i furbetti e di non rispettare la nuova revisione della «vecchia» direttiva sulle telecomunicazioni tradizionali del 2002. La punizione? Multe salate che partono da una cifra intorno ai 20 milioni di euro e sanzioni che colpiranno dritto sul fatturato annuo delle aziende arrivando alla confisca di una somma che varia intorno al 4%.

Le nostre conversazioni e le nostre abitudini non saranno più dunque alla mercé del superpotere di WhatsApp, Facebook Messenger, Skype e Gmail, che ci permettono di effettuare le telecomunicazioni elettroniche, ormai entrate prepotentemente nella nostra quotidianità. Finalmente tutto sarà aggiornato e al passo con gli ultimi sviluppi tecnologici, come conferma la Commissione, che ha tenuto conto in primis delle esigenze dei navigatori timorosi di possibili fughe di metadati.

Andrus Ansip, vicepresidente della Commissione europa e responsabile per il Mercato Unico Digitale, ha dichiarato:

“Le nostre proposte creeranno la fiducia nel mercato unico digitale che la gente si aspetta. Il mio intento è garantire la riservatezza delle comunicazioni elettroniche e la tutela della vita privata. Il nostro progetto di regolamento sull’ePrivacy permetterà di trovare il giusto equilibrio tra elevata protezione dei consumatori e possibilità di innovazione per le imprese”.

L’Ue rivede la cookie law e lo spam

Cambierà tutto anche per i cookies, i famosi «biscottini» che attuano i meccanismi di autenticazione, usati ad esempio per i login, che permettono di associare i dati memorizzati dal server e di tracciare la navigazione dell’utente memorizzandone profilo e preferenze. I cookies che permettono alle aziende di personalizzare la pubblicità online in base ai gusti dei cyberutenti verranno bloccati. In particolari si spegneranno quelli provenienti da terze parti cioè dai siti specifici nella profilazione dei navigatori.

Ma proprio qui cascherebbe l’asino. Perché la normativa fermerebbe solo i cookies delle aziende del vecchio continente, lasciandoci in balia di quelle americane o asiatiche. Inoltre non cambierebbe comunque nulla per i “biscottini” dei siti che utilizziamo con frequenza, con regole che in questo caso sarebbero valide solo per le aziende europee.

La cookie law quindi verrebbe più che altro semplificata e regolata grazie alla riduzione del numero delle richieste di consenso, attualmente giudicata eccessiva dall’Ue. Gli utenti con le nuove regole in ogni caso saranno in grado di compiere un bel passo in avanti nella tutela della propria cronologia online controllando le impostazioni e il monitoraggio di cookie.

Infine ci sarà una svolta anche per quanto riguarda il fastidiosissimo spam, ovvero la comunicazione elettronica indesiderata che ci arriva puntuale ogni giorno via email, sms e chiamate telefoniche. Con l’approvazione delle nuove regole i call center o chi per loro vorranno cimentarsi in proposte commerciali dovranno farlo esclusivamente mostrando il numero utilizzato che sarà riconoscibile grazie ad un prefisso creato ad hoc per rendere individuabile l’intento del mittente della chiamata.