Trump contro Made in Italy e UE: ecco quali sono i marchi a rischio protezionismo

Trump comincia a far paura all’Unione europea e soprattutto all’Italia, date le sue ultime dichiarazioni. Ecco cosa potrebbe succedere al commercio italiano con le decisioni di Trump.

Donald Trump dichiara guerra al Made in Italy, questa è la notizia che oggi sta facendo il giro del mondo dopo che il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato di voler applicare il protezionismo ai prodotti italiani.
Nel mirino del 45° presidente americano non c’è solo l’Italia, ma anche molti marchi europei, come ad esempio la nota acqua Perrier, che potrebbero essere banditi dal territorio americano.

Le politiche protezionistiche di Trump sono state chiare a tutti fin dalla sua campagna elettorale, l’obiettivo del presidente è quello di rendere di nuovo grande l’America e di mettere al primo posto il suo popolo.
Nel mirino sono così finite le grandi aziende produttrici di prodotti tipici e tanto amati dagli americani, come ad esempio la nota Piaggio.

L’intento è quello di favorire i prodotti americani a scapito di quelli di oltreoceano e il modo per applicare il piano è abbastanza semplice: mettere dazi altissimi per importare le merci in U.S.A.
Le conseguenze per il nostro paese sarebbero piuttosto pesanti, dato che si perderebbe un fatturato da 40 miliardi di euro.

Trump contro il Made in Italy: ecco quali aziende sono nel mirino del presidente

Proprio il simbolo del Made in Italy per eccellenza è stato preso di mira da Donald Trump: la mitica Vespa della Piaggio. Lo scooter simbolo dell’Italia potrebbe ben presto essere un vero e proprio sogno per gli americani, dal momento che Trump potrebbe imporre dei dazi doganali che porterebbero i prezzi a salire alle stelle.

Ad annunciare la volontà di applicare delle politiche protezionistiche è il Wall Street Journal che elenca tutti i marchi europei che potrebbero essere messi al bando.

I problemi sarebbero non solo per Piaggio, ma anche per San Pellegrino la nota casa di produzione di acqua italiana. Per Trump infatti il prodotto americano deve essere valorizzato e il modo migliore per farlo è applicare politiche di protezionismo in modo da bloccare l’arrivo delle merci dall’Europa.
L’Italia in questo modo potrebbe perdere la bellezza di 40 miliardi di fatturato l’anno, mentre le importazioni dagli Stati Uniti in Italia sono di soli 15 miliardi.

Luxottica, Safilo, Brunello Cucinelli, Autogrill, Campari, Amplifon sono solo alcune delle aziende italiane che potrebbero soffrire queste nuove politiche, ma le problematiche principali potrebbero essere proprio per i piccoli imprenditori.
Le piccole aziende italiane hanno infatti stretti rapporti commerciali con gli Stati Uniti e le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti in questi casi.

Trump e le misure protezionistiche: non solo l’Italia nel mirino

Ma non è solo l’Italia nel mirino del Presidente, dal momento che i marchi a rischio e provenienti da tutti gli stati europei. Anche Perrier, i formaggi francesi, il foie gras, le svedesi Husqvarna e le austriache Ktm sono nell’occhio del ciclone.
I dazi punitivi per le marche non americane potrebbero arrivare anche al 100% del prezzo del prodotto, raddoppiandone così il prezzo per gli acquirenti.

La battaglia contro le merci americane era iniziata nel 2008 quando si era cercato di bloccare l’arrivo dei prodotti USA sugli scaffali dei supermercati europei. La questione si era risolta l’anno successivo quando Brexelles e Washington avevano raggiunto un accordo per far si che in Europa giungessero anche carni americane, ma di animali che non avessero assunto ormoni.

Si dovrà vedere se poi verranno davvero applicate le restrizioni di cui si parla e che impatto avranno per l’economia non solo europea, ma anche americana. Le ripercussioni potrebbero infatti essere peggiori di quello che Donald Trump pensa.