Neil Young rinuncia alla causa avviata contro Donald Trump

Neil Young rinuncia alla causa avviata contro Donald Trump

Neil Young aveva accusato Donald Trump di aver utilizzato senza autorizzazione suoi brani durante i comizi elettorali. L’artista ha però rinunciato alla causa lasciando cadere le accuse.

Neil Young lascerà cadere le accuse che avevano portato all’avvio di una causa contro Donald Trump, presidente uscende degli Stati Uniti. Nel mese di agosto, l’artista aveva infatti avviato una causa contestando l’utilizzo non autorizzato dei suoi brani durante alcuni comizi di Trump. Il Guardian riposta oggi che Young ha rinunciato all’azione legale con pregiudizio, ovvero non potrà più presentare di nuovo queste accuse.

Secondo il giornale che per primo ha riportato la notizia, la controversia potrebbe essere stata risolta in via extragiudiziale, anche se per adesso né i legali dell’ex presidente né quelli di Young hanno rilasciato commenti in merito.

I motivi della causa

A inizio dello scorso agosto, Young aveva fatto causa alla campagna elettrorale di Trump accusando l’allora presidente in carica di aver utilizzato in modo illegale due sue canzoni, «Rockin’ in the Free World» e «Devil’s Sidewalk», durante un comizio svoltosi a Tulsa.

I legali del cantautore di origine canadese avevano spiegato che «Young non può consentire che le sue canzoni siano usate per una campagna divisiva e anti americana di odio e ignoranza». I due brani erano stati utilizzati anche in altre occasioni, ad esempio sono stati suonati anche in occazione del comizio di Trump al Monte Rushmore il 4 luglio.

Nello specifico, Young aveva intentato la causa accusando Trump di non disporre delle licenze necessarie per utilizzare in uno spazio pubblico due sue opere coperte da diritto d’autore. Lo stesso artista aveva già citato in giudizio il tycoon nel 2016, sempre per gli stessi motivi e sempre senza successo.

Il perchè della rinuncia alla causa

I motivi che hanno portato Young a rinunciare alla sua causa non sono ancora del tutto noti. Il Guardian sostiene che l’artista e i legali di Trump potrebbero aver trovato una soluzione extralegale molto vantaggiosa dal punto di vista economico, ma si tratta in realtà solo di indiscrezioni.

Quel che è certo è che il giudice ha archiviato senza appello la richiesta della rockstar che, inoltre, non potrai mai più intentare una simile causa. Bisogna anche chiarire che le licenze necessarie alla riproduzione di opere coperte da copyright erano già state messe a disposizione da ASCAP e BMI, due delle più importanti società di intermediazione statunitensi, ai luoghi che ospitano gli eventi. Le amministrazioni di questi luoghi, per permettere agli ospiti di diffondere la musica, corrispondono alle società di intermediazione un forfait per avere sempre permessi regolari.

Altri problemi per Trump

Nonostante la vicenda legata alla causa intentata da Young si sia conclusa nel migliore dei modi per l’ex presidente Donald Trump, ancora oggi ci sono in gioco alcune questioni legali tra la comunità della musica internazionale e il politico americano. Il presidente uscente sta infatti ancora combattendo con gli avvocati della stella della musica reggea Eddy Grant. L’artista ha infatti accusato Trump di aver utilizzato il suo brano “Electric Avenue” in un contesto pubblico che avrebbe richiesto un diverso tipo di licenza.