Autore: Luigi Crescentini

Stati Uniti - Donald Trump - Cina - Coronavirus

5
Mag 2020

Coronavirus, nuove accuse USA contro la Cina sulle origini della pandemia

Si teme una guerra fredda tra gli Stati Uniti e la Cina a motivo dell’origine della pandemia coronavirus.

Il governo cinese «ha fatto un terribile errore», Donald Trump riprende le accuse del suo segretario di Stato, Mike Pompeo e afferma: «Pubblicheremo un testo molto arduo sulla base di quello che sosteniamo sia accaduto. Sarà un rapporto molto preciso e definitivo».

Il presidente Usa sembra, però, essere più vago rispetto al capo della diplomazia. Le sue insinuazioni sembrano più che altro riferite all’omertà e alla censura di Pechino e non riprende le teorie sul laboratorio di Wuhan. Rimane, comunque, la preoccupazione da parte delle Borse che temono una guerra fredda tra gli Usa e la Cina.

LEGGI ANCHE: Com’è andato il primo giorno di fase 2? Giuseppe Conte è soddisfatto del comportamento degli italiani

Coronavirus, nuove accuse da Washington contro la Cina, l’Oms: «Se hanno le prove che le mostrino»

Secondo quanto riportato dal dossier americano si parla soprattutto di «censure e insabbiamenti» e tutto ciò è anche alla base di alcune attestazioni da parte della comunità dell’intelligence dei «Cinque Occhi», i servizi segreti di spionaggio alleati con i Paesi anglofoni. «Hanno cercato di seppellire e occultare le notizie ma è come cercare di nascondere un incendio. Non ci sono riusciti» questo è quanto affermato dal presidente degli Usa.

Ci sarebbero prove a sufficienza e Pechino continua a darne di nuove. Proprio ieri nel «New York Times», un reportage del giornale parla di familiari delle vittime della città di Wuhan minacciati dalla polizia. Una fonte proveniente dell’amministrazione Trump parla di aperta malafede da parte di Pechino: stando ad alcune dichiarazioni, la Cina avrebbe iniziato a bloccare le sue esportazioni di materiale medico e il rifornimento sanitario prima di dichiarare il contagio all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La posizione dell’Oms nei confronti degli Usa sembra non andare d’accordo con le accuse di Trump che ha provveduto, da poco, a tagliare i fondi. Il capo del Programma di emergenza sanitaria, Mike Ryan ha affermato: «Il coronavirus ha avuto origini naturali come è accaduto in passato con i contagi della Sars e dell’Ebola, se gli Usa hanno dei dati diversi, li condividano».

Ma si tratta di una contestazione di poca rilevanza. Le tesi riportate da Pompeo non affermano che il virus sia stato fabbricato direttamente all’interno di un laboratorio, bensì parlano più che altro di una manipolazione accidiosa sugli esperimenti, manipolazione accidiosa che avrebbe poi provocato il contagio tra uomo e animale.

LEGGI ANCHE: Coronavirus, UE pronta ad avviare indagine internazionale per far luce su origini pandemia Covid-19

Coronavirus, le prime accuse hanno avuto origine in Cina

D’altro canto, le prime accuse vengono proprio dalla Cina. All’interno di due testi pubblicati nel 2017 e nel 2019, un biologo della città di Wuhan, Tian Junhua, aveva rivelato di essersi infettato per la sua «poca attenzione» durante le ricerche condotte sui pipistrelli. Un altro caso che desta più di un sospetto è quello di uno studio pubblicato e poi eliminato da parte di due scienziati cinesi. Secondo la pubblicazione, il coronavirus sarebbe stato probabilmente creato in un laboratorio di Wuhan. Era necessario aumentare il livello di sicurezza all’interno dei laboratori di biologia batterica ad elevato rischio. L’articolo venne pubblicato nel sito di ResearchGate ma poco dopo scomparve dalla circolazione.