Stop alle monetine 1 e 2 cent: ecco cosa cambierà

A partire dal 2018 nel portafogli mancheranno le monete da 1 e 2 centesimi, ma solo in Italia. Ecco cosa cambierà tra poco.

Il decreto-legge del 24 aprile 2017 n. 50 è stato convertito in legge, e oltre gli interventi a favore degli enti territoriali e per le zone colpite dal sisma, reca una disposizione in materia finanziaria che prevede la sospensione del conio per le monete da 1 e 2 centesimi a partire dal 2018.

La legge riguarda solo l’Italia, mentre gli altri Paesi della zona euro continueranno a coniare tali monete. Ecco cosa cambierà da questa data e cosa con le monete rimaste.

Come cambia dal 2018 il conio

La nuova legge, che prevede comunque delle ulteriori correzioni e modifiche, stabilisce che:

A decorrere dal 1º gennaio 2018 è sospeso il conio da parte dell’Italia di monete metalliche in euro di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro. Il risparmio derivante dall’attuazione del presente comma è destinato al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.

(art. 13 comma 1 del DDL)

In tal modo, se l’importo ne costituisce uno monetario complessivo, es. € 3,53 e viene effettuato un pagamento in contanti, tale importo è arrotondato, o per eccesso o per difetto, al multiplo di cinque centesimi più vicino, es. in questo caso € 0,55 e dunque € 3,55.

Cosa fare con le monete in corso

Le monetine da 1 e 2 centesimi che rimangono in corso non perdono valore, e dunque non vanno restituite.

Resta impregiudicato il corso legale delle monete metalliche in euro destinate alla circolazione di valore unitario pari a un centesimo e a due centesimi di euro secondo le norme ad esse applicabili.

(comma 4, art. 13)

L’ipotesi di eliminarle dal proprio salvadanaio sarebbe un’azione a vuoto perché tali monete potrebbero giungere in Italia dagli altri Paesi dell’area euro.
Sono incaricati, senza alcun tipo di provvedimento o determinazione, tutti i soggetti pubblici o incaricati di pubblici uffici, ad acconsentire all’arrotondamento.

I rischi che si corrono e come prevenirli

Uno dei rischi tanto temuto dall’ eliminazione delle monetine da 1 e 2 centesimi è il possibile rigonfiamento dei prezzi, ovvero l’inflazione. Con l’arrotondamento per eccesso infatti, si andrebbe incontro ad un aumento dei prezzi, che diminuirebbe il potere d’acquisto di ciascun cittadino. Verrebbe anche meno l’opportunità del marketing nel proporre prezzi competitivi come € 199,00 o € 17,99 che verrebbero arrotondati con la cifra tonda.

Per evitare l’inflazione, come esposto al comma 5 dell’art. 13 del DDL, sarà chiamato il Garante per la sorveglianza dei prezzi a verificare l’impatto della sospensione e con cadenza semestrale dovrò riferire le eventuali anomali dei prezzi al Ministro dello Sviluppo economico. Ove necessario quest’ultimo provvederà a segnalare le anomalie all’Antitrust e a suggerire dunque eventuali correzioni normative.