Se Google ci permette di registrare la nostra vita

Al Ces 2018 l’azienda statunitense ha annunciato la crescita di progetti che mirano a farci “rivivere” i ricordi.

La realtà virtuale può diventare un modo per fermare e rivivere i momenti più importanti della nostra vita? È proprio partendo da questa domanda che Clay Bavor, leader del team di Google specializzato proprio in realtà virtuale, ha gettato le basi per l’evoluzione di fotocamere che supportano lo standard VR180, ovvero il nuovo modo di catturare immagini panoramiche a 180 gradi.
Non registrano, quindi, tutto ciò che avviene attorno al soggetto, ma dimezzano il campo visivo.

I nuovi prodotti e le nuove funzionalità da introdurre sono state presentate a Las Vegas, nell’ambito del Ces 2018 – il Consumer Eletronics Show – ovvero la più importante fiera al mondo dedicata all’elettronica di consumo e alla tecnologia.

L’appuntamento, nato nel 1980, saluta anno dopo anno la partecipazione delle maggiori compagnie dell’hi-tech, insieme a quelle automobilistiche.

Cosa sono i due nuovi strumenti che nascono dal formato proposto da Google?

Mirage Solo è un supporto dal funzionamento autonomo per la realtà virtuale, che non necessita di smartphone, pc né di alcun ausilio esterno.
Si tratta infatti di un dispositivo popolato da tutti i contenuti dell’universo Google, con cui è ovviamente sempre connesso. Horizon garantisce invece riprese stereoscopiche capaci di garantire la resa di video in 3D.

Entrambi i dispositivi hanno due lenti in grado di acquisire immagini in 4K, video tridimensionali che possono essere guardati su YouTube, su Google Foto e anche su altre piattaforme.

La spiegazione del capo-progetto Google Clay Bavor

Le persone amano visitare posti. Tuttavia l’uso che fanno delle macchine fotografiche, oggi, si distanzia molto dalla semplice volontà di registrare una bella immagine; loro vogliono ricordare un momento, tanto che non sono neanche più le foto il punto, ma quello che ti succede quando le guardi.

Vero scopo del progetto di Google è proprio quello di scattare foto e girare video con un obiettivo che vede esattamente quello che vedi tu. Ma non solo si mira ad acquisire brevi registrazioni di alcuni aspetti: si tratta di “trasferirsi” nel ricordo e vederlo com’era in maniera quasi totale, riviverlo.

Per chiarire nel miglior modo possibile l’intento, Bavor ha utilizzato un efficace paragone figurativo, spiegando che “la migliore versione di questa tecnologia richiederebbe di piastrellare le pareti con obiettivi per fotocamere o dispositivi che registrano tutto e tutti in ogni momento.

Lo stesso Bavor ci tiene a specificare che non si tratta ancora della versione migliore, ma il video a 360 gradi è davvero molto complicato da realizzare, anche perché i supporti in grado di permettere un tipo simile di visione sono pochissimi al momento. Non si tratta, quindi, della tecnologia più potente possibile, bensì della più potente disponibile.