Migranti, in Italia prima legge per la protezione dei minori non accompagnati

Migranti: da oggi i minori stranieri non accompagnati non potranno più essere respinti. Tutto grazie alla nuova legge approvata ieri alla Camera. Ecco cosa prevede.

Ieri, 29 marzo 2017, la Camera ha finalmente approvato la legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati: da oggi i migranti minorenni che giungeranno in Italia senza una famiglia non potranno essere respinti e dovranno anzi ricevere un trattamento pari a quello dei loro coetanei europei.

Il testo della nuova legge sui minori stranieri è stato approvato a Montecitorio con 375 voti a favore, 14 voti contrari della Lega e 41 astenuti. Contemporaneamente, il Senato ha dovuto votare anche per la fiducia posta dal governo sul decreto per il contrasto all’immigrazione clandestina, ottenendo un totale di 145 voti favorevoli, 107 contrari e 1 astenuto. Il provvedimento tornerà quindi alla Camera.

Per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, l’Italia è il primo Paese in Europa ad adottare una norma simile, un «provvedimento umano e di civiltà» secondo Barbara Pollastrini, deputata PD e relatrice del progetto di legge. Il ddl ha ovviamente ricevuto il sostegno delle più importanti associazioni umanitarie e per la tutela dei minori, a partire da Telefono Azzurro, Unicef, Emergency e Save the children, la cui direttrice per i Programmi europei, Raffaela Milano, ha spiegato che

"L’Italia può dirsi orgogliosa di essere il primo paese in Europa a dotarsi di un sistema organico che considera i bambini prima di tutto bambini, a prescindere dal loro status di migranti o rifugiati".

Ecco dunque cosa cambia e cosa prevede la nuova legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati.

Legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati: cosa prevede

Da oggi in poi, quindi, l’Italia sarà il primo Paese in Europa in cui i bambini e gli adolescenti che giungeranno sulle nostre coste, affrontando da soli dei viaggi terribili e pericolosi, non potranno respinti e godranno invece degli stessi diritti riconosciuti ai minori italiani e non solo.

Ecco, dunque, le principali novità del ddl per la protezione dei minori stranieri non accompagnati:

  • Individuazione per la prima volta di modalità e procedure precise per l’accertamento dell’età e per l’identificazione, con disciplina uniforme a livello nazionale. Se prima del ddl non c’era un provvedimento di attribuzione dell’età, d’ora in avanti sarà comunicato sia al minore che al tutore provvisorio, assicurando così anche la possibilità di ricorso;
  • Garanzia di una maggiore assistenza ai minori, con la costante presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura;
  • Creazione di un sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (Sprar), esteso anche ai minori stranieri non accompagnati, con numerose strutture sparse su tutto il territorio nazionale.
  • Creazione di un sistema di accoglienza integrato tra varie strutture di prima accoglienza dedicate unicamente ai minori, nelle quali i minori possono fermarsi per non più di 30 giorni;
  • Maggiori tutele per il diritto all’istruzione e alla salute, con snellimento della burocrazia che negli anni non ha consentito ai minori non accompagnati di esercitare a pieno i propri diritti (possibilità di iscrizione al servizio sanitario nazionale, anche prima della nomina del tutore, attivazione di specifiche convenzioni per l’apprendistato, possibilità di acquisire titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando al compimento della maggiore età, non si possieda un permesso di soggiorno.
  • Impegno da parte delle autorità competenti di svolgere indagini familiari, nel superiore interesse del minore, con indicazione delle specifiche modalità di comunicazione degli esiti delle indagini stesse sia al minore che al tutore.
  • Entro 3 mesi dall’entrata in vigore della legge, istituzione da parte di ciascun tribunale per i minori di un elenco di “tutori volontari” disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati. In tal modo viene garantita ad ogni minore una figura adulta di riferimento adeguatamente formata.
  • Affido familiare come strada prioritaria di accoglienza rispetto alle strutture.
  • Passaggio della competenza sul rimpatrio assistito da un organo amministrativo, ovvero la Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al tribunale per i minorenni, organo notoriamente dedicato alla determinazione dell’esclusivo interesse del minore.
  • Eliminazione dei permessi di soggiorno per affidamento, attesa affidamento, integrazione del minore, e conservazione dei soli permessi di soggiorno per minore età e per motivi familiari, qualora il minore non accompagnato sia sottoposto a tutela o sia in affidamento. Il minore può richiedere il permesso di soggiorno direttamente alla questura competente, anche senza un tutore.
  • Possibilità di assistere i neo-maggiorenni fino al compimento dei 21 anni nel caso in cui si renda necessario un percorso più lungo di integrazione in Italia.
  • Istituzione anche per i minori stranieri non accompagnati del "diritto all’ascolto" nei procedimenti amministrativi e giudiziari che li riguardano, con diritto all’assistenza legale, avvalendosi del gratuito patrocinio a spese dello Stato.
  • Possibilità per le associazioni di tutela dei minori di intervenire in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti della pubblica amministrazione che si ritengano lesivi dei diritti dei minori non accompagnati e di intervenire nei giudizi che li riguardano.

Infine, la nuova legge presta una particolare attenzione ai minori vittime di tratta, mentre per quanto riguarda la cooperazione internazionale l’Italia si impegna a rendersi promotrice di un approccio congiunto tra i paesi UE per la tutela e la protezione dei minori stranieri.