Autore: Elisabetta Elia

Governo - Migranti - Polizia di Stato

Chi è Mimmo Lucano, il sindaco di Riace indagato per truffa aggravata?

Indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, concussione e abuso d’ufficio: chi è Mimmo Lucano? Il sindaco di Riace a rischio con il suo modello di accoglienza dei migranti.

Chi è Mimmo Lucano, il sindaco di Riace che qualche tempo fa venne inserito fra gli uomini “più influenti” al mondo e che adesso è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato? Si sente molto parlare di lui, soprattutto grazie al modello di accoglienza che è riuscito a creare nel piccolo centro calabrese.

Riace, infatti, da alcuni anni a questa parte è diventato un punto di riferimento per la regione e per tutta l’Italia per la gestione degli immigrati, che sono riusciti ad inserirsi nel tessuto urbano. Adesso, però, il progetto cui ha dato vita il sindaco di Riace è a rischio.

Mimmo Lucano: chi è, cosa ha fatto e perché adesso è indagato

Domenico (Mimmo) Lucano è il sindaco di Riace, paesino calabrese di 2.300 abitanti in provincia di Reggio Calabria. Conosciuto anche come “Mimmo il curdo” per la sua passione per la causa curda, Mimmo Lucano è sempre stato in politica e fin da giovane militante nei movimenti studenteschi.

Ha vissuto al Nord, ma poi ha deciso di tornare in Calabria e adesso è al suo terzo mandato come sindaco di Riace. È qui che ha iniziato a costruire, già a partire dal ’98, un modello di accoglienza che pensasse in primo luogo alle persone e ai loro bisogni. Tutto è iniziato proprio in un’estate di quell’anno quando, quasi all’alba, una nave con 800 curdi a bordo sbarcava sulle coste calabresi.

Un evento che cambia la storia della Calabria e anche di Mimmo stesso, che già allora pensava all’accoglienza come ad un dovere morale.

In questi anni come sindaco di Riace, Mimmo Lucano ha cercato di far integrare al meglio i migranti nel paesino della Locride, che è rinato proprio grazie ai nuovi arrivati e che ha pensato a queste persone come ad una risorsa, non un peso.

Il sindaco di Riace ha sfruttato due mezzi: i bonus e le borse lavoro. I bonus consistono in una sorta di “buoni” che i migranti possono usare nei negozi o ristoranti che li accettano (che in precedenza hanno ricevuto dei rimborsi pubblici), mentre le borse lavoro consistono in piccoli finanziamenti per insegnare ai migranti un mestiere grazie ad un laboratorio, usando questi soldi per retribuirli e dare loro un minimo di mantenimento.

Adesso, questo modello, è a rischio. Un’ispezione della Guardia di Finanza ha trovato alcune irregolarità nelle rendicontazioni delle spese pubbliche e da pochi giorni è arrivato l’avviso di garanzia al sindaco Lucano, che ora è indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, abuso d’ufficio e concussione. Ad Avvenire il sindaco ha dichiarato:

"Sono sconcertato e senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Allora ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili."

Ciò che Mimmo Lucano lamenta, infatti, è l’eccesso di burocrazia che uccide un modello di accoglienza fino ad ora efficace. E che arriva non a caso in un momento in cui il governo ha scelto la strada della “legalità ad ogni costo”, anche quello dei diritti umani.