Autore: Giacomo Mazzarella

Migranti

10
Ago

Parla Carola Rackete: la Germania è responsabile di quanto successo a Lampedusa

Nuovo retroscena del caso Sea Watch 3 e della storia della capitana Rackete

«Fu il governo tedesco a ordinare alla Sea Watch 3 ed al suo comandante, il capitano tedesco Carola Rackete, di portare i 40 migranti recuperati nel Mediterraneo, in Italia». Questa non è una illazione, un pretesto politico per criticare le politiche sui migranti di Berlino.

Sono parole che Carola Rackete ha detto durante una intervista alla televisione tedesca Zdf. Ed è la prima volta che la Rackete si apre ad un canale televisivo tedesco facendo emergere chiaramente, retroscena particolari della vicenda che l’ha vista attrice principale.

Una lunga scia di polemiche

La notte tra il 28 ed il 29 luglio 2019 Carola Rackete e la nave da lei capitanata, la Sea Watch 3 entrarono a Lampedusa con 40 migranti a bordo. L’attracco è stato effettuato senza autorizzazione da parte del Viminale che aveva decretato la chiusura del porto siciliano. Dopo 17 giorni di mare la Rackete decise di non rispettare il divieto e portò lo stesso il suo grosso natante, una nave cargo da 6 tonnellate, fino al porto siciliano speronando anche una motovedetta della Guardia di Finanza che si era frapposta tra la Sea Watch e la banchina proprio per impedirne l’attracco.

Il seguito della vicenda è ormai noto, con la Procura che impone l’arresto della Rackete per violenza e resistenza a nave da guerra italiana, con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina ancora sul groppone, con il Gip che annulla la detenzione preventiva del capitano e con i legali della Rackete che querelano Salvini e chi ha commentato sui Social usando parole gravi contro Carola.

L’ordine da Berlino

Nella sua intervista a Zdf, la Rackete spiega cosa accadde quella notte, svelando un particolare che fino ad oggi non era fuoriuscito. La Sea Watch 3 con 40 profughi a bordo e tutta la vicenda poteva avere un epilogo differente e probabilmente senza tutto lo strascico giudiziario e di polemiche che in queste settimane si sono susseguite. La Rackete alla sua intervistatrice del canale TV tedesco, Dunja Hayali ha detto che la città tedesca di Rottemburg, nella Regione tedesca di Baden-Wuerttemberg, diverse messa a disposizione per accogliere i migranti.

Tutto era organizzato, con un pullman che era finanziato da alcune donazioni, che sarebbe andato a prendere i profughi per portarli in Germania. Il meccanismo però doveva ricevere una autorizzazione dal governo tedesco. Autorizzazione non solo mai arrivata, ma addirittura negata perché da Berlino la Rackete fu invitata a provvedere a fare registrare i migranti in Italia. La Rackete asserisce quindi che la sua azione, tanto veemente e tanto discussa era ormai l’unica via da seguire. Per un capitano l’unica cosa che conta sono i passeggeri che ha a bordo del suo natante, questo quindi ciò che dice il capitano per nulla pentita di ciò che ha fatto.