Jarvis: identikit dell’intelligenza artificiale creata da Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg porta in vita Jarvis, il maggiordomo tuttofare di Iron Man. Il quadro della situazione su chi è Jarvis, cosa può fare e quali sono i suoi limiti.

Il nome di Jarvis tra gli appassionati di film e fumetti evoca senza dubbio Iron Man e la Marvel. La scelta di questo nome per il nuovo maggiordomo tech di Mark Zuckerberg non è casuale, come dimostra il fatto che allo stesso Robert Downey Jr. sia stato chiesto di prestare la sua voce all’A.I.

Tramite un video in cui lo stesso Zuckerberg è protagonista insieme al resto della famiglia, il CEO di Facebook ha presentato al pubblico le innumerevoli capacità del suo nuovo maggiordomo A.I.

Vediamo ora chi è Jarvis, cosa può fare e quali sono i suoi limiti.

Chi è Jarvis

Mark Zuckerberg, il CEO di Facebook ha presentato in questi giorni la sua nuova creazione e sfida personale per il 2017 che gli è costata solo 100 ore di lavoro negli ultimi 12 mesi: si tratta di Jarvis, il maggiordomo tutto fare di Tony Stark (aka Iron Man).

Il papà di Facebook (e di Max) ha descritto in un lunghissimo post le caratteristiche della sua ultima creazione, in cui parla anche di come funziona Jarvis, il suo personale maggiordomo A.I.:

“Il prototipo utilizza diverse tecniche di intelligenza artificiale, tra cui l’elaborazione del linguaggio naturale, il riconoscimento vocale, il riconoscimento facciale, e apprendimento per rinforzo, [scritto in Python, PHP e Objective C].”

Sebbene sia solo un prototipo, la realizzazione di Jarvis sembra essere la creazione del secolo. Anche se ad ora l’unico modo di comunicare con lui è tramite messaggi su smartphone e PC, il sistema vanta una vasta gamma di modalità di interazione attraverso:

  • il riconoscimento vocale
  • il riconoscimento facciale

Andiamo più nel dettaglio e cerchiamo di capire cosa può fare questo maggiordomo ancora da sistemare.

Cosa può fare Jarvis?

A dirci cosa può fare Jarvis è lo stesso Zuckerberg in uno dei suoi post:

“Finora, quest’anno, ho costruito un semplice prototipo di intelligenza artificiale con cui posso parlare al telefono o tramite computer, che è in grado di controllare vari aspetti della mia casa, tra cui le luci, la temperatura, gli elettrodomestici, la musica e i dispositivi di sicurezza, che impara i miei gusti e le mie abitudini, che può imparare nuove parole e concetti, e che può anche divertire Max.”

Potenzialmente Jarvis può fare tutto, esattamente come un maggiordomo in persona. Badare alla casa, preparare la colazione, aiutare i proprietari di casa, senza nessun problema. Per utilizzarlo basterà interagire con lui come se ci si trovasse di fronte ad un Edwin Jarvis in carne ed ossa.

Il riconoscimento facciale di Jarvis in casa Zuckerberg

Il riconoscimento facciale di Jarvis è uno dei punti a favore dell’assistente di casa Zuckerberg. La casa nella quale è installato vanta un sistema di riconoscimento facciale, che avviene tramite telecamere poste sia all’interno sia all’esterno della casa, nato dalla lunga esperienza del CEO di Facebook.

Alla porta di casa Zuckerberg e famiglia le telecamere sono in grado di capire se chi sta suonando è un amico e se il suo arrivo fosse già stato previsto. In caso di risposta affermativa, Jarvis farà aprire la porta automaticamente ed informerà gli ospiti che i proprietari sono in casa.

Il riconoscimento vocale di Jarvis

Per quanto riguarda il riconoscimento vocale di Jarvis, i sistemi attuali sono migliori di quanto si possa pensare. Molto più ottimizzati per capire problemi specifici quando ci si rivolge a loro, piuttosto che le conversazioni tra un individuo e un altro. Non è un caso che il fronte oggi sia particolarmente attivo.

DeepMind di Google vanta un sistema che è in grado di riconoscere il labiale, mentre Amazon ha messo a disposizione degli sviluppatori le tecnologie alla base dei propri strumenti di intelligenza artificiale.

I limiti di Jarvis

Nonostante sia tutto molto bello, i limiti di Jarvis per ora sono ancora parecchi. Dopo averlo adoperato nella sua stessa casa, il creatore di Facebook ha capito che ancora c’è molto da fare per avere un maggiordomo artificiale operativo al 100% senza intoppi.

Uno dei limiti maggiori è quello del linguaggio, e della difficoltà di allenare l’Intelligenza Artificiale al contesto: uno stesso comando ha due significati diversi se pronunciato da due persone differenti.

Se si pone una semplice richiesta a Jarvis, come quella di far partire la musica, è necessario specificare in quale stanza, oppure consentire al sistema di capire in che parte della casa ci si trovi.

Altro punto è la gestione della musica, troppo complesso per essere gestito tramite parole chiave. L’ostacolo si aggira nel momento in cui si chiede a Jarvis di mettere un po’ di musica, che l’assistente seleziona in base ai gusti del richiedente.

L’apprendimento di Jarvis

Zuckerberg però non si ferma e vuole proseguire con il prossimo passo: l’apprendimento di Jarvis. Non solo dunque eseguire comandi, ma imparare come se realmente fosse una persona in carne ed ossa.
Le sue dichiarazioni a riguardo continuano:

“Tutto quello che ho realizzato quest’anno, dal linguaggio naturale, al riconoscimento visivo e vocale, sono tutte varianti dello stesso schema delle tecniche di riconoscimento.”

Nonostante i rischi che un sistema come Jarvis può avere (essere controllati 24/24 da una A.I. non è il massimo), l’invenzione di Zuckerberg potrà essere utilizzata in modi positivi, uno fra tutti quello della supervisione della casa, dei bambini e così via.