Istat: un terzo delle famiglie italiane ancora senza internet in casa

Secondo l’Istat in Italia una famiglia su tre non dispone ancora di banda larga nella propria casa e i motivi sono molteplici. Vediamoli insieme.

Un terzo delle famiglie italiane non ha la connessione ad internet da casa.
Un dato, questo, diffuso dall’Istat e che colloca l’Italia al diciannovesimo posto in Europa per la banda larga con un valore di 6 punti percentuali inferiore alla media dei paesi europei (77% per il nostro paese a fronte di un 83% per i secondi).
Una famiglia su tre, quindi, è senza connessione a casa e i motivi sono molteplici: dall’età dei componenti della famiglia al loro livello di scolarizzazione fino ad arrivare a motivi di ordine economico.

Lo rivela l’Istat nel suo rapporto su Cittadini, Imprese e ICT in cui delinea il panorama della banda larga nel nostro paese.
Il quadro delineato dall’Istat è quello di un’Italia in cui c’è ancora molto da fare in termini di diffusione della banda larga, soprattutto se si confronta la situazione del nostro paese con quella degli altri paese dell’Unione Europea.

La diffusione di internet in Italia secondo l’Istat

L’Istat pubblica il suo rapporto Cittadini, Imprese e ICT che rivela come in Italia un terzo delle famiglie sia ancora sprovvisto di connessione internet nella propria abitazione.

Nel 2016, infatti, il 67,4% delle famiglie italiane accede ad internet tramite banda larga.
Un dato sicuramente in crescita rispetto al 2015, in cui la quota era del 64,4%, ma che ancora non permette all’Italia di raggiungere gli standard degli altri paesi appartenenti all’Unione Europea.

A livello europeo, infatti, il nostro paese si colloca al diciannovesimo posto e ciò dimostra che molto ancora c’è da fare, soprattutto alla luce del fatto che lo sviluppo della banda larga è uno degli obiettivi di Europa 2020, strategia di sviluppo decennale proposta dalla Commissione Europea nel 2010 per indirizzare la crescita della comunità europea in modo intelligente, solidale e sostenibile.

L’obiettivo relativo allo sviluppo della banda larga è stato inserito perché si riconosce che la connettività digitale è ormai essenziale per determinare l’inclusione sociale e mantenere le imprese competitive.

Da quest’ultimo punto di vista, la situazione italiana rimane stabile e la percentuale di imprese con almeno dieci addetti che utilizzano internet è del 98%, mentre quelle che si connettono con la banda larga mobile passano dal 63,3 al 63,8%.

I fattori che influenzano la presenza online delle famiglie italiane

Secondo l’Istat sono molteplici i fattori che determinano la presenza (o l’assenza) della banda larga nelle case delle famiglie italiane.

Prima di tutto c’è un fattore territoriale che vede il Nord e il Centro Italia in vantaggio rispetto al Sud. Le regioni che registrano un tasso più basso di diffusione della banda larga sono la Sicilia e la Calabria.

In questo caso un fattore che deve essere considerato è quello relativo alle infrastrutture: oltre alle differenze tra regioni si è notata anche quella tra contesto metropolitano ed urbano e quello extra urbano.

Un altro aspetto da considerare è quello relativo all’età, che è un discrimine importante nell’utilizzo di internet.
Rispetto al 2015, infatti, c’è un aumento generale del numero di persone di 6 anni e più che si sono connesse ad internet nei 12 mesi precedenti all’intervista (da 60,2% a 63,2%) e anche di coloro che si connettono giornalmente (da 40,3% a 44,6%).

Allo stesso tempo, però, si nota come l’uso di internet sia più frequente tra coloro che hanno un’età compresa fra i 15 e i 24 anni (91%) anche se nell’ultimo anno si è registrata una crescita importante anche fra coloro che hanno tra i 60 e i 64 anni con una percentuale che passa dal 45,9% al 52,2%.
In particolare questo incremento ha riguardato principalmente le donne che hanno fatto registrare un aumento di 8,7 punti percentuali.

Nonostante ciò, il fattore generazionale rimane uno dei più influenti tanto che le famiglie che maggiormente si avvalgono di internet sono quelle in cui vi è almeno un minorenne. Di queste il 90,7% ha la banda larga, mentre le famiglie meno connesse sono quelle composte da persone con più di 65 anni, di cui solo il 20,7 % dispone di una connessione a banda larga.

Anche il titolo di studio incide sulla presenza di internet in casa: il 91,6% delle famiglie con almeno un laureato dispone della banda larga, contro una percentuale del 55,3 per quelle famiglie in cui non si supera la licenza media. Dati questi che confermano un divario che rimane più o meno invariato.

Molte delle famiglie che non dispongono di internet da casa (il 56,6% per la precisione) afferma che il motivo principale di questa assenza è la mancanza di competenze; mentre il 23,6% ritiene che internet sia poco interessante e non molto utile.

Vi sono, poi, motivazioni di ordine economico legate all’alto costo dei collegamenti e dei mezzi necessari alla connessione riguardano il 14,4% delle famiglie; mentre l’8% di esse non dispone di internet da casa perché almeno un componente della famiglia lo utilizza da un altro luogo.

Molto bassa la percentuale di famiglie che non usufruisce di internet per motivi legati ad insicurezza in merito alla tutela della propria privacy o per la mancanza di disponibilità della banda larga (1,9% in entrambi i casi).

Cosa fanno le persone in rete e con che grado di competenza

Nel rapporto dell’Istat, un altro dato interessante è quello relativo ai contenuti di cui le persone fruiscono quando navigano.
Tra coloro che hanno utilizzato internet negli ultimi 3 mesi, l’85,8% ha consultato contenuti culturali, il 57,8% ha utilizzato social network e quasi un terzo ha pubblicato online contenuti di propria creazione.

Per quanto riguarda le competenze digitali, il lavoro da fare è ancora lungo visto che fra gli intervistati il 35,1% ha dichiarato di averle di base e il 33,3 % di possederne di basse.
Anche all’interno delle imprese con più di 10 addetti, solo il 12,4% si avvale di addetti interni per ciò che concerne l’ICT, mentre il 61,9% ricorre a figure esterne.