Fusione con Whatsapp: Facebook ha mentito all’Antitrust Ue. Multa in arrivo?

L’Antitrust europeo ha accusato Facebook di aver violato le regole e aver comunicato informazioni fuorvianti sui legami account al momento della fusione con Whatsapp. In arrivo una multa?

La commissione Antitrust europea ha accusato il colosso dei social network Facebook di aver violato le regole al momento della fusione con Whatsapp, applicazione di messaggistica istantanea per smartphone.

In particolare, la Commissione dell’Unione Europea accusa la società di Mark Zuckerberg di aver fornito “informazioni scorrette e fuorvianti durante l’indagine del 2014” volta a far chiarezza sull’acquisizione di Whatsapp da parte della società fondata nel 2004 ad Harvard.

Se questa accusa dovesse essere confermata Facebook rischierebbe una multa pari all’1% del suo fatturato globale.

Commissione Europea vs. Facebook: le accuse

La Commissione Europea ai tempi della fusione tra le due società aveva chiesto espressamente alla società di Mark Zuckerberg informazioni circa la possibilità di poter collegare i rispettivi account Facebook e Whatsapp degli utenti, ma l’amministrazione del social aveva risposto alla richiesta di precisazione che non sarebbe stata in grado di garantire un collegamento tecnico automatico affidabile tra gli account.

Quello che oggi viene contestato alla società americana è che in realtà la possibilità di collegare i due account esisteva sin dal 2014, e non a partire dall’agosto del 2016 quando Facebook aveva comunicato e aggiornato ufficialmente le nuove condizioni d’uso e della privacy.

Per questo la Commissione Europea ha dato il via a una procedura nei confronti di Facebook attraverso una "lettera di obiezioni", alla quale la società americana ha tempo per rispondere fino al prossimo 31 gennaio.

Fusione Facebook-Whatsapp: le preoccupazioni della Commissione Europea

Proprio a causa di questa mancanza di trasparenza Bruxelles sarebbe preoccupata che Facebook abbia “intenzionalmente o con negligenza, fornito informazioni scritte o fuorvianti alla Commissione, in violazione dei suoi obblighi sotto il regolamento Ue sulle fusioni”.

Ogni società che procede alla fusione con altre omonime è infatti obbligata “a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni, e devono prendere questo obbligo in modo serio”.

La commissaria Ue alla concorrenza, la danese Margrethe Vestager, intervenendo in prima persona nel dibattito ha poi avvertito che tutte le società sono “obbligate a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni”, sollecitando Facebook a rispondere e a chiarire al più presto la sua posizione. A tal proposito la società di Zuckerberg avrà quindi tempo fino al 31 gennaio per rispondere a Bruxelles.

Nel frattempo, lo scorso novembre, Facebook per conformarsi alle pressioni delle autorità europee aveva rinunciato ad utilizzare i dati Whatsapp in Europa per la propria pubblicità, ma di sicuro questo non sarà sufficiente affinché possa sottrarsi dalla pressione dell’Antitrust europeo intenzionato, a quanto pare, a non dargliela vinta troppo facilmente.