Autore: Paolo Marsico

13
Feb 2020

Figc pronta alla sperimentazione sul Var a chiamata da parte delle squadre

La Federazione impegnata in prima persona nel tentativo di rassicurare ogni detrattore alla tecnologia in campo e ad assicurare quella trasparenza troppe volte messa in dubbio

L’Italia del calcio, delle istituzioni calcistiche, si intende, è disponibile a sperimentare l’utilizzo del cosiddetto “challenge”, in pratica, detto più semplicemente, la chiamata all “on field review” del Var, da parte delle squadre, ovviamente nei modi e nei tempi che l’Ifab eventualmente stabilirà.

Gravina sta con la Fifa

Questo, quanto anticipato dalla Ferdercalcio italiana alla Fifa, rendendosi, cosi come riportato agli organi di stampa “interprete delle richieste pervenute nelle ultime settimane da numerose società di Serie A”.

Mano tesa dunque del presidente Gabriele Gravina, che sponsorizza, che sposa insomma la causa dei club del massimo campionato italiano dopo le numerose, o meglio numerosissime lamentele del caso, soprattutto nelle ultime settimane, basti pensare ai casi di Commisso per Juventus-Fiorentina, o anche Napoli-Lecce, o Parma-Lazio, non ultimo, il cado del fallo di mano di De Vrij in Inter-Napoli di Coppa Italia dell’altra sera.

I tempi della sperimentazione

I tempi d’attesa, per vedere sperimentata la nuova formula, non dovrebbero essere brevi, per stessa ammissione della Figc, riferendosi al fatto che in ogni caso, per partite con la fase sperimentale bisognerà attendere l’approvazione dell’Ifab, l’ente preposto a quella che di fatto è lo sviluppo dei regolamenti del calcio.

Innovazione del mezzo elettronico priorità assoluta

Sempre la Figc fa sapere che nell’attesa si verifichino i necessari tempi tecnici per portare avanti eventuali innovazioni in materia di Var, il presidente Gravina ha condiviso con il designatore degli arbitri di Serie A, Nicola Rizzoli, l’esigenza di “intensificare il ricorso all’on field review nei casi controversi che rientrano nell’ambito del protocollo internazionale”. Il tutto, continua la nota diffusa, “al fine di non alimentare polemiche strumentali, che intacchino l’immagine del nostro campionato, che si appresta ad entrare nella fase cruciale della stagione”.

L’idea della sperimentazione, se costruttiva fa ben sperare i detrattori della tecnologia in campo, o quantomeno quelli che ancora non comprendono l’attuale modalità di utilizzo. Innovazione, sperimentazione, applicazione per provare a dare al massimo campionato nazionale di calcio quella trasparenza e soprattutto quella serietà che dovrebbe in ogni caso trasmettere nel nostro paese ed ancor di più all’estero.