Autore: Leonardo Gaspa

Social network - Istituto Italiano di Tecnologia - Internet - Video

4
Nov

Deepfake: cos’è e perché dobbiamo preoccuparci

Ultimamente si sente spesso parlare di deepfake, ma cos’è davvero e dove nasce? Secondo gli esperti si tratterebbe di un pericoloso software che potrebbe danneggiare e modificare il mondo dell’informazione.

Il Deepfake è approdato anche in Italia generando varie discussioni sulla sicurezza digitale.
Per capire meglio perché dobbiamo preoccuparci del deepfake bisogna prima comprendere cos’è questo software e quali sono i suoi impieghi.

Deepfake: che cos’è

Il deepfake è una tecnica di manipolazione del video ottenuta grazie ad un’intelligenza artificiale tramite la sovrapposizione di immagini esistenti con video o immagini originali. In questo modo è possibile far apparire in un video un personaggio pronunciare le parole che si vogliono, o facendogli manifestare delle espressioni volute. Il primo vero esperimento di deepfake risale al 1997, ma solo nel 2017, il fenomeno divenne pubblico, quando fu diffuso un video dove Obama pronunciava un discorso mai realmente esistito.

Successivamente spunta su Reddit, una comunity dedicata interamente ai deepfake, dove gli utenti pubblicano video manipolati di ogni natura, dal porno alla scena comica con protagonista Nicolas Cage. La giornalista Samantha Cole nel 2017 pubblica un articolo sulla comunità in questione su Vice, attirando l’attenzione generale del pubblico, anche a livello internazionale.

Perché dobbiamo preoccuparci del deepfake

Secondo una statistica il 96% dei video deepfake sono di natura pronografica. Si tratta di montaggi dove vengono prese di mira le star di Hollywood femminili, facendolo apparire intente in relazioni sessuali. Questo impiego è tuttavia il lato meno pericoloso del software.
Il peggior utilizzo riguarda la politica: se è possibile manipolare l’immagine di personaggi pubblici si può creare una serie di video fake danneggiare l’immagine del personaggio in questione o veicolare messaggi politici utilizzando l’autorità e la fama del soggetto. Sarebbe preoccupante, ad esempio se si facesse comunicare una notizia di carattere finanziario falsa a una carica imminente, volta a manipolare le decisioni economiche degli utenti.

I video prodotti dai deepfake sono difficili da riconoscere sia per gli esperti che per l’utente comune. Questa situazione è una grave minaccia al sistema d’informazione digitale che potrebbe avere delle conseguenze nel mondo dei newmedia.

Il deepfake in Italia

In Italia la questione sul deepfake è esplosa dopo un video costruito con questo software diffuso da Striscia. Il video ritraeva Renzi durante un’ironica invettiva contro gli avversari politici. Si tratta del primo vero e proprio caso di deep fake in Italia e ha attirato sin dalla sua messa in onda l’attenzione del pubblico e degli utenti social. Ecco il video in questione:

Il video ha inoltre sollevato la problematica nel nostro paese, tanto che è stata organizzata a Roma la prima conferenza sulla questione chiamata “La minaccia del deep fake”. A intervenire tra i molti personaggi era presente Nunzia Ciardi, direttrice del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni. Come misure di reazione al fenomeno si è pensato di istituire un osservatorio permanente e spot diretti al pubblico, vero vittima del software, alquanto vulnerabile e spesso complice nel diffondere fake news.

Per quanto il rischio sia effettivo, la diffusione dei deepfake sembra ancora lontana in quanto per realizzarli è necessario disporre di attori professionisti, montatori video e esperti tecnologici. L’alto capitale umano necessario crea una spesa alquanto salata che porta la creazione dei deepfake fuori dalla portata dell’utente comune.
A livello politico si attende il 9 novembre, data in cui gli esperti che hanno discusso il tema si troveranno ad esporlo nuovamente al Senato. Si tratta di un tentativo volto a sensibilizzare la classe dirigente per costituire delle regolamentazioni, al momento assenti, in materia.