Cyberbullismo in aumento in Italia. Senato da l’ok al disegno di legge

I casi di cyberbullismo in Italia sono aumentati dell’8% nel 2016. Ma il Senato ha approvato il disegno di legge per combatterlo.

Il fenomeno del cyberbullismo in Italia è in continua crescita: nel 2016 sono state l’8% in più le vittime di molestie e comportamenti violenti in Rete, secondo i dati rilasciati dall’Osservatorio nazionale adolescenza.

Proprio oggi il Senato ha approvato il disegno di legge per combattere il cyberbullismo, presentato nella sua forma originaria dalla senatrice democratica Elena Ferrara. Con 224 voti a favore, un contrario e 6 astenuti, il ddl è giunto alla sua terza lettura e passerà ora alla Camera per l’approvazione definitiva.

Cyberbullismo e sexting: fenomeni in crescita

Si è tenuto questa mattina il seminario promosso dalla Regione Lombardia «Parlare di sexting a scuola - Un fenomeno da monitorare», in collaborazione con Ufficio scolastico regionale, Pepita Onlus e Casa Pediatrica Fatebenefratelli-Sacco. I dati rilasciati durante il convegno sono allarmanti.

In Italia i casi di cyberbullismo sono aumentati dell’8% nel 2016. Allo stesso modo, si diffonde sempre di più anche il fenomeno del "sexting", ovvero della condivisione di immagini o video a contenuto sessuale attraverso strumenti multimediali. Secondo i dati, 1 adolescente su 4 lo ha praticato, per la prima volta in un’età compresa tra gli 11 e i 12 anni.

L’Osservatorio Nazionale Adolescenza ha preso in analisi un campione di 7mila adolescenti provenienti dalle varie regioni d’Italia. Di questi, il 10% degli adolescenti ha fatto selfie intimi o senza vestiti, il 6,5% ha fatto sexting. Il 4% ha dichiarato di aver fatto sesso inviando poi foto e video tramite WhatsApp, social network o telefonicamente, e il 2% ha addirittura fatto sesso davanti ad una webcam.

Al seminario ha partecipato anche Paolo Picchio, padre di Carolina, la 14enne che nel 2013 è stata prima violentata da un gruppo di coetanei e che poi si è uccisa quando il filmato del suo stupro è stato diffuso in rete. Rivolgendosi a chi come sua figlia è vittima di cyberbullismo, l’uomo ha detto:

"Parlatene con qualcuno, non isolatevi e recuperate la vostra autostima. Serve informazione per riconoscere il fenomeno perché le vittime sono colpite nella mente e non nel corpo e spesso famiglia e scuola non se ne accorgono."

Proprio la drammatica vicenda di Carolina Picchio è stata l’input per la proposta di legge della senatrice Elena Ferrara, che era stata l’insegnante di musica della ragazza. Per evitare che tale storia si ripeta, la Ferrara ha pensato ad un disegno di legge che agisca attraverso vari provvedimenti.

Ddl sul cyberbullismo: cosa prevede?

La proposta di una legge per contrastare il cyberbullismo è arrivata al Senato nel 2014. Approvata nel maggio del 2015, il testo è poi passato alla Camera, che ha apportato diverse modifiche: non più solo violenza in rete, ma bullismo in tutte le sue forme; possibilità di oscuramento di contenuti «lesivi» anche per i maggiorenni; introduzione di norme penali.

Cambiamenti criticati da molti, Ferrara compresa. Oggi quindi il ddl è stato approvato dal Senato, riportandolo però al suo impianto originario. Nella forma attuale, il testo prevede dei fondi per la prevenzione, da destinare alla polizia postale, ma soprattutto alle scuole. Infatti, è fondamentale investire sia nell’educazione degli studenti che nella formazione del personale scolastico.

Altro step importante è quello della possibilità di oscurare, rimuovere o bloccare su richiesta i contenuti offensivi in rete che riguardino dei minori. Verrà inoltre introdotta la procedura di ammonimento, come avviene per lo stalking, al fine di responsabilizzare i minori con più di 14 anni colpevoli di atti di cyberbullismo, senza però ricadere nel penale.

Infine, sarà istituito un Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Nonostante l’utilità e l’urgenza di tale progetto, i fondi ad esso destinati sono però piuttosto esigui. Le risorse individuate dalla normativa per lo svolgimento delle suddette iniziative, infatti, ammontano a solo 250 mila euro all’anno.