Arabia Saudita: le donne potranno guidare

Abolito da Re Salman l’assurdo divieto in vigore in nessun altro paese al mondo. Le prime patenti dovrebbero essere rilasciate a giugno 2018 e le donne potranno finalmente guidare.

Re Salman, sovrano dell’Arabia Saudita, ha emesso un decreto che autorizzerà le donne a condurre un’automobile. A giungo 2018 dovrebbero essere rilasciate le prime patenti e da quel momento in poi le donne potranno guidare. Lo storico divieto è stato finora il simbolo più evidente di una cultura repressiva e restrittiva nei confronti di tutte le donne.

L’annuncio

L’annuncio è stato fatto in contemporanea sulla televisione di Stato di Riad e durante un evento della casa saudita a Washington, arrivando poco tempo dopo la prima volta che alle donne è stato permesso di entrare allo stadio Fahd di Riad in occasione di una festa nazionale.

Fino a poco prima di questo annuncio in Arabia Saudita si è sempre sostenuto che anche una sola donna alla guida potesse gettare in crisi le tradizioni del paese e della stessa casa reale, ma è proprio dalla famiglia che comanda il regno che è partita l’idea. Secondo il New York Times la decisione potrebbe essere stata dettata dalla volontà di migliorare la propria reputazione e l’immagine all’estero, dove la famiglia regnante viene considerata artefice della chiusura del paese.

L’ambasciatore saudita negli Stati Uniti ha commentato: “È il momento giusto per questo cambiamento perché in Arabia Saudita abbiamo una società giovane e dinamica. Le donne non avranno bisogno del loro ’guardiano’ per prendere la patente".

L’Arabia Saudita e le donne alla guida

La cultura Saudita aderisce al wahabismo, ramo più rigido dell’Islam sunnita, che per le donne prevede diritti estremamente limitati. In questo contesto le donne sono sottoposte alla tutela del “guardiano”, un maschio che può essere padre, marito, fratello o addirittura figlio della donna in questione e sorveglia la sua vita sotto tutti i punti di vista: viaggiare, studiare e – fino a oggi – guidare sono attività che richiedono l’accompagnamento o comunque l’espressa l’autorizzazione del “guardiano” fino ai 45 anni della donna.

L’abolizione del divieto di guidare è uno dei piccoli passi avanti che si stanno compiendo per modernizzare lo stile di vita saudita – dopo aver dato alle donne il diritto di voto e di essere elette. Non sono pochi i maschi che sempre più comprendono l’esigenza più che legittima delle donne di spostarsi da sole e quindi anche di poter guidare un’automobile, quindi questo decreto sarà un enorme passo avanti – anche se ne dobbiamo conoscere le restrizioni e se l’autonomia delle donne fa comunque molta paura.

Fino ad oggi ogni donna che avesse infranto il divieto di guidare sarebbe stata punita con dieci frustate – decisione presa dal tribunale di Jeddah nel 2011 per condannare l’infrazione di una donna. Il solo mezzo che finora le donne hanno potuto usare autonomamente, ma solo in aree stabilite, è stato la bicicletta. Ovviamente sempre accompagnate da un maschio.

L’attivismo delle donne per la guida

Molte sono le attiviste che in passato hanno protestato duramente contro l’assurdo divieto di guida, venendo anche condannate e arrestate per essersi riunite in manifestazioni e proteste. Negli anni passati si è anche formata l’associazione Women2Drive, composta da donne che hanno fatto circolare su Youtube dei video che le vedevano alla guida di automobili per sfidare il divieto.