Zanetti: l’addio al calcio di una leggenda

Con lui salutano Samuel, Milito e Castellazzi. Cambiasso verso il rinnovo. Possibile ritiro della maglia numero 4 dell’Inter. Moratti vede Zanetti vicepresidente del club.

La vittoria dell’Inter, in rimonta sulla Lazio 4-1, passa quasi inosservata al confronto delle emozioni che ha regalato l’ultima partita di un pezzo di Triplete che lascia, in particolar modo il Capitano Javier Zanetti. La festa, ovviamente, era tutta sua: 19 anni in un solo club non è roba da poco, e lui li ha fatti a testa alta, difendendo, come ha detto lo stesso numero 4 nerazzurro, i colori del club in ogni parte del Mondo.

Il clima di festa si avverte già dall’annuncio delle formazioni iniziali: nonostante Zanetti fosse in panchina, non è mancato il solito, anzi sicuramente più forte, boato dei tifosi quando lo speaker ha annunciato il suo nome.

La Lazio ha provato a rovinare la festa, ma la stellina Kovacic, insieme alla coppia d’attacco, nonché connazionali di Zanetti, Icardi e Palacio, hanno subito riportato le cose in pari ed anche più, siglando tre reti in un solo tempo, dando cosi il via alla festa per il Capitano, che ha esultato ad ogni gol ricevendo anche l’abbraccio da parte dei compagni.

L’ingresso in campo di Zanetti è avvenuto pochi minuti dopo l’avvio del secondo tempo: in campo, Pupi sembrava un ragazzino, provando addirittura un paio di scorribande sulla corsia di destra, li dove ha entusiasmato i suoi tifosi per buona parte dei suoi 19 anni in nerazzurro, prima di spostarsi nella parte centrale del campo, infiammando il pubblico.

I festeggiamenti veri e propri si sono svolti alla fine del match, quando è stato posto al centro del campo una maglia gigantesca con il numero 4 ed un blu carpet che conduceva ad essa, con ai lati tutta la grande famiglia nerazzurra a far da contorno. Un Zanetti emozionato, con moglie Paula e figli al seguito, ha ringraziato tutti per l’affetto e la stima nei suoi confronti in questi 19 anni di storia nerazzurra, annunciando che farà altro (ovviamente all’interno dell’Inter, ndr), sperando di farlo bene. Ed i tifosi in tutto ciò? Sono stati fantastici: hanno inneggiato più volte Zanetti con il coro “C’è solo un Capitano” per tutta la partita ed anche durante la festa finale. Peccato solo che non fosse aperta la Curva Nord, chiusa per la squalifica.

Per Zanetti, ora, si chiudono le porte del campo e si aprono quelle dell’Università, infatti è stato iscritto alla Bocconi ad un corso di Economia e Management dello sport. Lo stesso Thohir ha ribadito che il Capitano dovrà imparare l’inglese e le nozioni manageriali, importantissime al giorno d’oggi, aggiungendo che definirà a breve il suo ruolo. Moratti, di contro, ha detto che Zanetti meriterebbe la carica di vicepresidente del club per tutto quello che ha fatto ed ha dato in questi anni all’Inter. Un ulteriore riconoscimento potrebbe essere il ritiro della maglia numero 4: sia Zanetti che Thohir, in merito, hanno risposto che ne parleranno.

In piccola parte, è stata anche la festa di Walter Samuel, Diego Milito e Luca Castellazzi: tre giocatori che a fine anno lasceranno il club. Il muro argentino dovrebbe accasarsi alla Fiorentina, Milito in Argentina; Castellazzi, invece, deve ancora trovare una sistemazione. Sul fronte arrivi, invece, il Ds Piero Ausilio, ha smentito le voci che portavano ad Edin Dzeko del Manchester City: l’attaccante serbo è fuori dai parametri economici nerazzurri. Infine, capitolo Andrea Ranocchia: sul difensore numero 23 ci sarebbe l’interesse, ormai risaputo, della Juventus e del Napoli.