Autore: Teresa Maddonni

Italia - Google - TIM - Vodafone

12
Dic

Tim aprirà una sede nella Silicon Valley, parola di Gubitosi

Tim aprirà una sede nella Silicon Valley tra i giganti della tecnologia e ad annunciarlo è l’Ad Gubitosi. Fra pochi giorni arriverà anche la fusione con Vodafone.

Tim aprirà una sede nella Silicon Valley e a confermarlo è il suo Amministratore delegato Luigi Gubitosi.

Ma perché e come si inserisce questa decisione nell’ambito delle operazioni di rilancio dell’azienda di telefonia?

Gubitosi ha rilasciato da poco un’intervista a Il Sole 24 Ore a un anno dall’inizio della sua esperienza da Ad di Tim.

L’azienda ha un elevato debito che ora si cerca di ridurre grazie a operazioni strategiche come l’accordo con Vodafone per Inwit e partnership strategiche con Santander e Google, il gigante della Silicon Valley.

È proprio con questo sguardo verso il futuro che Tim aprirà una sede in California nella culla delle nuove tecnologie.

Tim verso l’innovazione tecnologica con una sede nella Silicon Valley

Tim incrementerà al massimo l’innovazione tecnologica e questo è uno dei motivi della nuova sede nella Silicon Valley la cui apertura è prevista per il prossimo anno.

Nell’intervista l’Ad Gubitosi mostra grande ottimismo per il futuro enunciando quelle che sono le fasi che la compagnia si preannuncia ad affrontare nella strada verso lo sviluppo altamente tecnologico.

“Tim dev’essere la finestra dell’Italia sul mondo in campo tecnologico grazie alla rete di alleati, partner, fornitori, studiosi, che stiamo organizzando” ha detto Gubitosi.

Il passo successivo è la sede tra i giganti dell’avanguardia tecnologica. In questo discorso si inserisce la partnership che Tim ha siglato tra gli altri con Google e in particolare per quello che concerne il cloud.

Proprio perché il 5G è una realtà che va implementata, l’intelligenza artificiale avanza, la rivoluzione tecnologica è in una fase crescente di accelerazione, è importante dotare l’Italia di “un’infrastruttura avanzata”, motivo per cui è stata fatta l’alleanza con Google cloud. Ha dichiarato Gubitosi:

“Le modalità di archiviazione dei dati saranno diverse in funzione delle necessità. Avremo una soluzione tecnica tutta italiana, una basata su tecnologia Google e altre ibride secondo i fabbisogni dei clienti, in gergo Private, Public e Hybrid cloud”.

Tutto ciò sarà sotto il controllo di Tim mediante infrastrutture presenti a Roma, Milano e Torino. Un sistema che necessita di fondi per finanziare il piano, cosa a cui Tim sta già pensando. In questa ottica si inserisce anche il recente accordo con Vodafone, vediamo come.

Accordo Tim-Vodafone per affrontare la sfida tecnologica

Un accordo di Tim con Vodafone su Inwit per favorire il taglio del debito e affrontare la sfida tecnologica rafforzando le infrastrutture presenti in Italia e accelerare sul 5G.

L’assemblea di fusione è stata convocata per il prossimo 19 dicembre, una svolta storica che vede le due rivali finalmente insieme.

L’obiettivo finale è la condivisione della rete mobile italiana in mano alle due aziende e quindi il controllo combinato delle reti 4G al fine di sviluppare il 5G. Unire le forze per un obiettivo comune.

L’intesa porterà dei benefici a Tim che punta a ridurre il debito accumulato e che oggi ammonta a 25 miliardi. Dall’accordo con Vodafone è previsto un taglio del debito di 1 miliardo e mezzo.

Le due aziende uniranno le oltre 22mila torri della rete mobile presenti in Italia per sviluppare al massimo la fibra, dividendosi la gestione per regioni (10 regioni a Tim e 10 a Vodafone) a tutto vantaggio degli utenti che non avranno problemi di copertura nel passaggio da un territorio all’altro.

I clienti delle due aziende non avranno problemi di connessione, la copertura sarà maggiore e grazie alla fusione di Tim e Vodafone si avranno maggiori benefici tecnologici ed economici.