Autore: Antonio

Calcio

19
Nov

Shock Serie C: il Comune mette in mora la società, il rischio è perdere lo stadio

Brutto pasticcio tra comune e club: la situazione va risolta altrimenti si rischia di restare senza stadio.

La Serie C si trova di fronte ad un altro problema molto particolare. Il Comune di Avellino ha infatti messo in mora il club irpino per arretrati che sono arrivati ad una somma di ben 76 mila euro.

Un altro problema si somma alla situazione non certo rosea dell’Avellino. Secondo quanto riportato da tuttoavellino.it, oggetto del contendere sarebbe lo stadio «Partenio» per il quale il Comune vanta un credito di otto mensilità, pari appunto a circa 76mila euro, non versate dalla società nelle casse dell’ente. Per questo motivo il Comune stesso avrebbe proceduto ad una richiesta di messa in mora. L’Avellino ora ha dieci giorni di tempo per pagare, altrimenti potrebbe essere sfrattato dal suo stadio. Un problema che dunque non va sottovalutato perchè se il club non dovesse pagare, dovrebbe probabilmente emigrare e giocare in un’altra città. Il tutto mentre è in corso un passaggio di proprietà molto atteso da tempo che però non convince buona parte dei tifosi.

L’Avellino vicino al cambio di proprietà

La fumata bianca, sarebbe ormai vicina. Tra i tanti papabili, tra cui Giovanni Lombardi che appena pochi giorni fa aveva rilanciato la sua offerta, sembra aver la meglio la cordata di Aniello Martone che è uno dei soci della cordata che vede a capo l’imprenditore Luigi Izzo.

Luigi Izzo, imprenditore di Montesarchio classe ’85 laureato in Economia e in Scienze della Politica e dei rapporti internazionali aveva già presentato un’offerta per l’Avellino nella scorsa estate. Attualmente ricopre la carica di Presidente della sezione materiale e componenti per l’edilizia di Confindustria Benevento. In caso di fumata bianca dovrebbe essere proprio lui il presidente dell’Avellino, con Aniello Martone direttore sportivo. Il Sindaco nei giorni scorsi aveva preso le distanze da questa trattativa: «Prendo atto della nuova trattativa ma avrei preferito altre soluzioni»