Autore: Alessandro Leonardi

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Romulus, ecco l’attesa serie tv sulla nascita di Roma di Matteo Rovere

Matteo Rovere torna alla regia con una nuova serie tv. Dopo «Il Primo Re», ecco «Romulus».

Dopo aver esordito alla regia con lo strabiliante Il Primo Re, Matteo Rovere torna alla regia con un formato diverso per parlare di nascita e potere. Affezionato alla storia, il regista mette in atto un secondo «esperimento», questo di dieci episodi e che andrà in onda su Sky Atlantic: una vera e propria serie tv sull’antica Roma, che avrà il nome di Romulus.

«Il Primo Re», film premiato dalla critica, contava delle grandi prove attoriali di Alessandro Borghi e Alessio Lapice per raccontare la nascita di Roma, basata sul mito di Romolo e Remo; questa volta siamo nel VIII a.C., quando i trenta popoli della Lega Latina vivono sotto il regno del re Alba Numitor. Per volere degli dei il sovrano abdicherà al trono, infatti, questo porterà ad una serie di eventi che riformeranno l’apparato sociale e politico del nuovo regno, se non anche le vite dei nostri protagonisti.

Il potere di Roma, il motore ultimo della storia, la forza dell’immagine

Chiedendo direttamente a Matteo Rovere sulla serie, gli è stata posta una domanda abbastanza curiosa: da cosa nasce una leggenda?

Questa domanda è stata un motore continuo, ci ha permesso un lungo confronto con gli studiosi. Abbiamo ricostruito insieme ad archeologi, storici e latinisti un mondo basato sulle fonti, ma anche magico, un mondo nel quale il divino, e quindi l’ignoto, lo sconosciuto, hanno un posto centrale, così come era per gli uomini del tempo. Il tentativo ultimo è quello di immedesimarci nella loro visione delle cose, per poterci staccare dal divano volando in un universo lontano secoli, ma fatto di persone come noi, con i loro dubbi, sentimenti, tormenti. Persone che abitavano luoghi a loro sconosciuti, con confini ignoti, e densi di credenze arcaiche.

Un racconto, della storia, tutto questo permette una capacità d’immersione senza precedenti. Si sperimenta nel costrutto linguistico-cinematografico per mezzo della parola, recitata interamente in protolatino.

Una grande prova di regia, che ha potuto contare di oltre mille presenze stunt, parlando delle scene d’azione più concitate. Un grande spettacolo, un decisivo punto che definisce il progetto intrapreso con Il Primo Re, tutto questo costruito attorno alla storia dei tre protagonisti: l’erede al trono di Alba, Yemos, interpretato da Andrea Arcangeli, la vestale Ilia, che ha il volto di Marianna Fontana e lo schiavo orfano Wiros, che invece è Francesco di Napoli.