Autore: Antonio

Calcio - Serie A Tim

14
Gen

Quella terribile sensazione che Liverani abbia già perso il controllo del Lecce

Ennesima brutta prestazione del Lecce. È la quarta sconfitta di fila.

A mister Liverani arrivano e arriveranno solo ringraziamenti da parte dei tifosi salentini che lo hanno apprezzato nella doppia cavalcata verso la Serie A. Dopo tanti tentativi con mister diversi (Lerda, Padalino, Toma, Gustinetti, Moriero tra gli altri), è stato lui l’unico a centrare l’impresa. Tutte belle emozioni che però sono incastonate nel passato e nella storia del Lecce, le quali adesso non fanno più testo nel termometro delle emozioni leccesi. È pur vero che queste emozioni adesso sono pagliuzza rispetto alla trave di problemi che deve affrontare il Lecce. La squadra salentina non ha guadagnato nemmeno un punto dopo la sosta natalizia, ma, paradossalmente, non è nemmeno questa la notizia che più infastidisce i tifosi.

Piuttosto è preoccupante la sensazione che Liverani abbia perso le redini della squadra. C’è una netta sensazione che qualche calciatore non segua alla lettara i dettami del mister. E se Tachtsidis lo fa infuriare 3 volte su 4, allora delle due l’una: o il greco ha problemi di udito, oppure non vuole sentire. Liverani si arrabbia pure con Dell’Orco, fragilino nella «spintarella» di Kulusevski (in occasione dell’angolo che porterà al primo gol gialloblù) e si arrabbia tanto anche con i centrali (altra prova nera per Rossettini e Lucioni). Qualcuno potrebbe dire che mancano le qualità, ma d’istinto ci verrebbe da ricordare che questi sono gli stessi giocatori che sciorinarono un gioco meraviglioso a Torino e Firenze, contro squadre sulla carta molto più attrezzate e fornirono gran belle prestazioni anche a Genova contro la Sampdoria, a Ferrara, in casa (nei secondi tempi) contro Genoa e Sassuolo. Perchè ora non riescono, gli stessi interpreti, a giocare nello stesso modo?

Gioco lento e macchinoso: non è il Lecce di Liverani

Insomma, tanti piccoli tasselli che hanno la potenza di far crescere il puzzle della consapevolezza che la corda tra guida tecnica e squadra si stia spezzando. E nessuno venga a dirci che Liverani aveva assenti. Qui non si parla più di numeri, ma di spaventosa involuzione del gioco, di soluzioni scontatissime nei tocchi, di sviluppo macchinoso e lento della manovra. Tutti dettagli non da poco, tutte situazioni lontane anni luce dal gioco di Liverani, basato sulla velocità di esecuzione e sull’ampiezza di gioco. La speranza è che Liverani riesca a trovare immediatamente il bandolo della matassa senza «appoggiarsi» alle scusanti del mercato (che pure deve essere importante per continuare a sperare in una sudata salvezza).