Maturità, terza prova addio, arriva la prova Invalsi. Ecco tutte le novità per l’esame di stato

La maturità sarà riformata e sono pronte le novità che entreranno in vigore dal prossimo anno scolastico. Di seguito come si strutturerà la nuova maturità e quali saranno le prove.

La maturità è pronta a cambiare veste e ad essere riformata, partendo dal 2019 si avranno infatti delle grandi novità, non solo per le prove, ma anche per le mdoalità di ammissione.
L’esame di stato infatti cambierà la sua veste e introdurrà nuove prove, tra cui la relazione sull’attività svolta nell’alternanza scuola lavoro.

Nella giornata di domani il Consiglio dei Ministri approverà il decreto legge che introduce le novità per la maturità e ne sancisce le nuove modalità di svolgimento. Per essere ammessi alle prove dell’esame di stato sarà ad esempio necessario avere 6 in tutte le materie e non sarà sufficiente la semplice media del 6, come invece si prevedeva in una prima istanza.

La riforma della maturità è da molto tempo discussa e alcuni punti del decreto che verrà firmato domani non piacciono al corpo docente che ne ha in più occasioni messo in luce le problematiche.
Scopriamo insieme cosa cambia, quali sono le novità per la maturità e quali saranno le prove che verranno somministrate agli studenti dell’ultimo anno di liceo.

Maturità 2019: le novità del decreto

Tutto è pronto per rivoluzionare le prove dell’esame di stato e le nuove disposizioni verranno attivate dalla maturità 2019. Non sarà infatti possibile effettuare i cambiamenti fin dal prossimo anno, dal momento che alcune novità per diventare strutturali hanno bisogno di più tempo.

Il primo grande cambiamento è l’ammissione che avverrà solo se lo studente è sufficiente in tutte le materie.
In un primo momento si era infatti proposto di introdurre la semplice media del 6, proposta che è poi stata cassata.

Altro elemento per essere ammessi alla prova finale del liceo sono le prove Invalsi. Lo studente dovrà infatti aver sostenuto la prova, che verrà effettuata nel mese di aprile.
Le prove Invalsi si svolgeranno per tutti gli studenti nel mese di aprile e saranno somministrate nella modalità computer based. Saranno presenti anche delle domande in lingua straniera per testare le competenze dei giovani nella lingua inglese.

Non è ancora chiaro se verranno inserite delle disposizioni per quanto riguarda la votazione e se vi sarà una soglia di sbarramento.
Non saranno però presi in esame i voti per l’ingresso all’università, come si era proposto in un primo momento, anche se le votazioni entreranno a far parte del curriculum dello studente.

Non è ancora chiaro a chi saranno resi noti i voti, dal momento che, una delle opzioni valutate, è che saranno visibili alle sole famiglie.
Questa è sicuramente la prima grande novità della maturità 2019, ma non è l’unica.

Sarà infatti necessario, per essere ammessi all’esame di stato, aver conseguito almeno tre quarti del monte ore annuale previsto per legge e aver preso parte alle attività di alternanza scuola lavoro.
Il testo della riforma dell’esame di stato mette infatti in luce quanto l’attività degli studenti nel progetto scuola lavoro abbia peso per la buona riuscita dell’esame.

Proprio per sottolineare l’importanza di questa esperienza è stato infatti stabilito che una parte dell’esame orale sarà proprio su ciò. Lo studente dovrà infatti esporre una relazione sulle attività svolte nel percorso scuola-lavoro e dovrà essere presentata una relazione scritta sulla formazione.
La relazione potrà essere creata su carta stampata o mediante presentazione multimediale, questo punto viene lasciato a scelta dello studente.

Maturità 2019, novità: come cambia la prova scritta, addio alla terza prova

Confermata l’eliminazione della terza prova, che da anni faceva discutere e portava i ragazzi ad avere prove diverse nei vari istituti. Al suo posto non vi sarà quello che era stato definito il “Quizzone”, ma la prova Invalsi che verrà però non inserita come prova d’esame.

La prova Invalsi si svolgerà nelle modalità che vi abbiamo prima descritto e non vi sarà una prova durante l’esame di maturità, ma il test verrà effettuato ad aprile.

Per le prove scritte verranno poi assegnati 20 punti per ciascuna delle due prove che verranno somministrate in sede di esame: il tema di Italiano e la prova d’indirizzo.
La votazione massima che si potrà quindi ottenere alla prova scritta è quindi di 40 punti.

Maturità 2019, novità: cambiamenti per la prova orale

Anche la prova orale subirà delle modifiche, ma senza dubbio è la parte dell’esame di stato che rimarrà più simile alle prove degli altri anni. Come abbiamo accennato in precedenza si verrà interrogati sulle attività svolte nella formazione dell’alternanza scuola-lavoro.

In sede d’esame il candidato dovrà quindi consegnare una relazione scritta e presentarla alla commissione. I docenti potranno fare domande e chiedere allo studente di approfondire i concetti che sono stati assimilati nel periodo di lavoro in azienda.
Inoltre gli studenti dovranno essere interrogati su un argomento che fino ad oggi non era presente: educazione civica.

I ragazzi dovranno infatti mostrare alla commissione le loro competenze su questioni quali la cittadinanza e la Costituzione. Queste tematiche sembra quindi che avranno un maggiore peso nei programmi ministeriali e che dovranno essere svolte con cura negli anni del liceo.

Per la prova orale il punteggio massimo sarà di 20 punti e rimarrà invariata la presentazione e la stesura di una tesina da discutere in sede di esame.

Maturità novità per gli anni del liceo: maggiore peso ai voti

Le prove di maturità nel loro insieme avranno quindi un punteggio totale di 60 punti, tra scritti e orale, mentre i restanti 40 verranno assegnati nel corso degli ultimi tre anni di liceo.
La riforma dell’esame di stato darà quindi un maggiore peso al percorso dello studente.

I 40 punti saranno distribuiti nel seguente modo nel corso dei 3 anni:

  • 12 punti per il 3° anno;
  • 13 punti per il 4° anno;
  • 15 punti per il 5° anno.

In base alle regole che attualmente vigono il punteggio massimo che si poteva avere per i tre anni era di 25 punti. Con questa riforma invece il peso che viene assegnato al percorso di studio è molto più alto e valorizza i ragazzi nel corso del liceo si sono impegnati con costanza.