Riapertura scuole e test salivari, cosa prevede il piano di cui si parla?

Riapertura scuole e test salivari, cosa prevede il piano di cui si parla?

In un’intervista al Corriere della Sera ne ha parlato Anna Teresa Palamara, responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Iss

La riapertura delle scuole è alle porte. Quella che, fino ad un anno e mezzo fa, era un routine, oggi è vista come una potenziale criticità. Effetto del Covid e del suo modo di rivoluzionare ciò che è la normale quotidianità.

Il ritorno in classe rappresenta un momento in cui c’è consapevolezza che la permanenza in uno stesso ambiente di tante persone possa in qualche modo rappresentare un rischio.

Una evidenza a cui, però, fa da contraltare il fatto che molto spesso, più dello stare a scuola, a generare rischi è soprattutto ciò che ruota attorno come, ad esempio, i trasporti. Ma questo, si sa, è un altro tema.

Test saliari a scuola, c’è un piano

Stando alle ultime novità, ai già presenti protocolli anti-Covid, presto potrebbero aggiungersi ulteriori scelte strategiche destinati ad incrementare la sicurezza ed il livello di controllo epidemiologico.

Lo si evince da un’intervista rilasciata da Anna Teresa Palamara al Corriere della Sera del 29 agosto, responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità e ordinaria di Microbiologia alla Sapienza

Esiste infatti un piano che porti ad un’attività di monitoraggio attraverso test salivari altamente affidabili che possano consentire di valutare in maniera costante la situazione epidemiologica, senza gravare sulle famiglie. Il piano è stato descritto come «in fase di limatura per arrivare ad una definizione condivisa».

L’auspicio che è possa essere pronto dal momento in cui si tornerà tra i banchi, in maniera tale da essere pronti ad affrontare l’autunno e l’inverno, stagioni in cui i virus respiratori si diffondono con maggiore efficacia.

Test salivari, campioni saranno analizzati in laboratorio

Il piano descritto riguarderà "scuole sentinella" individuate dalle Regioni, elementari e medie. L’utilizzo dei test salivari consentirà un prelievo più agevole del campione, da esaminare poi in laboratorio.

"Sono stati scelti - ha detto Anna Teresa Palamara - test della migliore qualità per ridurre al massimo il rischio di risposte di falsi positivi o falsi negativi. Vogliamo assicurare alla scuola la continuità didattica in presenza anche per gli alunni che, per età, tra 5 e 12 anni, non hanno accesso a vaccini pediatrici, non ancora disponibili»

Il piano dovrebbe basarsi su «scuole sentinella primarie e secondarie» (quindi elementari e medie) che sarebbero individuate dalle Regioni, con test da ripetere periodicamente (un’ipotesi è 15 giorni).

Ritorno a scuola, obiettivo è avere sempre la didattica in presenza

L’eventuale accertamento di una positività porterebbe all’attivazione di quelli che sono i noti protocolli, sebbene Anna Teresa Palamara abbia chiarito che «le linee guida che sono state utilizzate nell’anno scolastico precedente sono attualmente in fase di revisione».

In particolare l’idea sarebbe quella di arrivare all’adozione di «protocolli agili per evitare chiusure inutili e controproducenti per la vita di bambini e famiglie».

Ed è abbastanza chiaro come, in vista di settembre, una delle grandi sfide della fase di convivenza con il virus sarà proiettarsi nell’anno scolastico mantenendo la didattica in presenza.