Autore: Antonio 2

Serie B

Lecce, il giorno dell’inizio: LIVE la conferenza stampa di Corvino

La conferenza stampa del Lecce in diretta.

Oggi alle ore 11 sarà presentato Pantaleo Corvino, nuovo responsabile dell’area tecnica. Su questa pagina seguiremo in diretta la conferenza. Aggiorna spesso la pagina. Noi scriveremo tutto in tempo reale.

La conferenza stampa del Lecce live

Ore 10.55: la sala è gremita (nel rispetto delle regole anti- Covid). Il Lecce è pronto a presentare il suo «nuovo» direttore.

Ore 11.07: arriva Sticchi Damiani assieme a Pantaleo Corvino.

Inizia la conferenza stampa. Prende la parola Sticchi Damiani: «è una giornata molto emozionante perché è successo tutto in una settimana. Siamo passati da una retrocessione dolorosa in un campionato estenuante alla ripartenza immediata. Questo è un segnale fortissimo da parte della società. Abbiamo deciso di aprire un nuovo ciclo insieme.»

Continua Sticchi Damiani. «Aver convinto Pantaleo Corvino, una figura così importante, rappresenta un messaggio forte. Abbiamo deciso già prima della fine del campionato di voler aprire un nuovo ciclo. Dobbiamo cogliere il prima possibile il risultato sportivo. Quest’ultimo quadriennio è stato meraviglioso: due promozioni e una salvezza che abbiamo sfiorato.»

Ringraziamenti a Meluso. «Voglio ringraziare Mauro Meluso, si è perso tutti insieme non deve esserci un capro espiatorio. Lo stesso Corvino me lo consigliò. Ma adesso si è deciso di cambiare. Vogliamo patrimonializzare il club. Abbiamo provato a prendere il migliore in Italia in questo ruolo (il riferimento è a Pantaleo Corvino). Se siamo riusciti a convincere Corvino, in un momento in cui lui parlava con interlocutori ben più importanti, è perchè oltre alla qualità del progetto tecnico siamo riusciti a toccare corde che può sentire solo chi è figlio del Salento come lui. Corvino è una figura sovradimensionata rispetto alla Serie B. Abbiamo portato a casa un cavallo di razza che ha vinto tutti i campionati dalla terza categoria. Parliamo di una persona che ha fatto 50 partite europee e che ha vinto 13 titoli italiani, ha affrontato 600 partite da direttore sportivo in Serie A.»

Budget: «abbiamo sempre pensato alla prima squadra, ma adesso vogliamo guardare di più al settore giovanile. Vogliamo patrimonializzare e il rapporto triennale è stato fatto perché è il periodo minimo per poter mettere in piedi un rapporto solido e duraturo. Il club sarà ambizioso, ma non faremo spese folli. Serve equilibrio e raziocinio. Penso da presidente ma sogno da tifoso

Senza fretta e tutti uniti. «I tempi devono essere giusti ed equilibrati. Senza affanno e fretta. Abbiamo costruito in questi anni un grande affiatamento con tifoseria e stampa e questo è davvero il nostro patrimonio. Ricordiamoco che Corvino ha vinto 3 campionati su 3 in Serie B, ma questo non dá diritto a vincere subito. Dobbiamo lavorare senza fretta»

Prende parola il Vicepresidente Corrado Liguori. «Sono emozionato perchè ho accanto a me la persona che ha portato a Lecce i vari Vucinic e Bojinov. Sono deluso per la retrocessione ma sono sereno per 3 motivi. Anzitutto secondo me oggi noi stiamo presentando l’acquisto più importante della nostra gestione. Secondo perchè se abbiamo convinto un personaggio di questo livello, è chiaro a tutti che c’è un progetto importante dietro. Terzo motivo: la solidità della società, siamo una società sui generis ma Saverio (Sticchi Damiani, ndr) gode della fiducia di tutti. Scriveremo delle pagine ancora più importanti rispetto al passato

Prende parola Alessandro Adamo. «Non conoscevo bene Pantaleo Corvino ma averlo conosciuto mi ha fatto molto piacere. La retrocessione in B è stata ed è amara e difficile da accettare. Ma forse non ha solo aspetti negativi in quanto serve a migliorare la struttura e i rapporti. La nomina di Corvino rappresenta assolutamente un plus.»

Inizia a parlare il nuovo direttore, Pantaleo Corvino. «non è facile iniziare a parlare (trapela emozione). Non sono frasi di circostanza, non uso la retorica ma esprimo quello che sento. Non mi aspettavo un’accoglienza simile. Grazie alla stampa e grazie alla società. Voglio dedicare un pensiero a chi non c’è più in questa sala stampa e negli anni scorsi c’era.»

Continua Corvino: «non sono il numero 1, ci sono anche altri numeri 1. Trovarmi in Serie B mi sembra surreale, ma io nella mia vita ho sempre fatto scelte di cuore e non ho guardato altri aspetti. In 45 anni che faccio calcio, 15 li ho fatti tutti nel mio territorio perchè sono molto legato. Nessuno può negarmi questo. Ho casa a Vernole e non ho mai dimenticato le mie radici. Avendo lavorato da altre parti, sarei potuto andare fuori. Ma sono rimasto qui. Ho sempre voluto bene ai club con cui ho lavorato.»

Ho le mie idee. «Quando mi ha chiamato Sticchi Damiani mi è scattato qualcosa. Subito ho esternato al presidente le mie idee. Anche il mio allenatore deve avere le sue idee. Io conosco la mia strada che è figlia di anni di esperienze ed è figlia dei miei percorsi.»

Puntare sui giovani. «Io ho la propensione per il settore giovanile. Io sarò giudicato anche per questo. Forse potrei concentrarmi di più sulla prima squadra, ma questo sono io. Non posso cambiarlo. Io punto sempre sui giovani. »

Affetto con i tifosi. «I miei tifosi sono i miei concittadini i miei tifosi sono quelli che appena esco da casa me li trovo davanti. È la mia gente. Quando vuoi bene a una cosa, come vogliono bene i tifosi al Lecce, così io voglio bene a loro. Cercherò anche per loro di dare di più di quanto ho dato.»

Obiettivi. «Io lavoro per obiettivi. Se non ci fossero questi, non accetterei il lavoro. A me non piace promettere cose che non posso mantenere. Lavoro tutto il giorno per raggiungere gli obiettivi. Io sono andato via da Lecce 15 anni fa e il mio obiettivo è quello di riportare il Lecce dove l’ho lasciato l’altra volta (il riferimento è alla Serie A).»

Domande della stampa

Come trovi il Lecce dal punto di vista del patrimonio tecnico? «Sarete voi a giudicare quello che hanno fatto gli altri. Io l’altra volta non ho rivoluzionato la squadra e non sono un taglia teste. L’altra volta ripartì con Sonetti. Non sono un rivoluzionario. Voglio prima toccare con mano e poi fare le mie valutazioni. Dal punto di vista del patrimonio tecnico, sono rimasto sorpreso perchè avevamo un patrimonio in Serie A con 10 giocatori quasi tutti titolari ma che erano tutti in prestito. Avevamo una squadra che oggi non c’è più. Ho trovato anche situazioni positive per dare continuità nel nostro nuovo ciclo.»

Hai già parlato con Liverani? Avrai una figura di riferimento (un direttore spoetivo)? «Con Liverani mi sono già sentito. Ho valutazioni personali che sono molto positive sul mister. Gliele ho già esternate. È partito subito dopo l’ultima gara, aveva bisogno giustamente di riposare e un confronto guardandoci negli occhi lo avremo nei prossimi giorni. Per quanto riguarda il direttore sportivo, io amo creare risorse e ricchezza. Credo di creare ricchezza se aiuto a formare giocatori ma anche dirigenti, ma al momento voglio concentrarmi da solo sul lavoro, ma per il futuro vorrei una figura accanto. Questa è una società che vuole diventare grande. Vuole diventare una macchina perfetta.»

L’obiettivo del settore giovanile. «Per me è importante che una parte degli eventuali incassi siano destinati al settore giovanile. L’ho sempre chiesto a tutti i miei presidenti. È giusto investire sui giovani.»

Dopo che te ne sei andato, ci furono polemiche rispetto all’affare Bojinov. Cosa pensi di dire ai tifosi?. "In passato fu scritto un libro sulla mia carriera. Ma sul mio rapporto con i tifosi si potrebbero scrivere due libri. Sono i miei tifosi, c’è un rapporto di amore. Io dai miei tifosi ho avuto affetto. Lo stesso affetto lo riversavo andando a prendere giocatori che ci riportavano in Serie A. Ho sempre cercato di fare il meglio e loro questo lo sanno, lo hanno capito e me lo hanno dimostrato. L’unica retrocessione che ho avuto è stata qui con la squadra più forte che abbia mai costruito. Venivo rimproverato perchè vendevo i giocatori più importanti, giustamente perchè i tifosi devono sognare, ma io devo sempre guardare altri aspetti. Su Lucarelli mi dicevano «hai portato un mangia polette», a Chevanton dicevano «hai portato un nano». E sappiamo come è andata. Ho sempre fatto girare tanti giocatori e fatto guadagnare tanto alle societá. Sono sicuro che i tifosi non portano rancore nei miei riguardi. I tifosi della curva sanno che io ho sempre dato il cuore per la maglia. Ho fatto tutto per il bene della società. "

Motivazioni. «I giocatori devono sentire il peso della maglia. Devono essere un patrimonio della società.»

Un DS da affiancare? «Devo molto a Cataldo che vedeva in me le qualità per diventare cio’ che era lui. Io pure penso che vorrei mettermi al fianco qualcuno che sia il futuro dirigenziale del Lecce».

Si conclude così la conferenza stampa.