«La regina degli scacchi» è la miniserie TV più vista su Netflix

«La regina degli scacchi» è la miniserie TV più vista su Netflix

Dopo 28 giorni dalla sua pubblicazione sulla piattaforma streaming, la serie TV, ispirata dall’omonimo romanzo di Walter Tevis, è stata vista da 62 milioni di account

Disponibile sulla piattaforma di streaming Netflix, dal 23 ottobre, La regina degli scacchi, nei primi 28 giorni di pubblicazione, ha battuto la concorrenza delle miniserie che l’hanno preceduta.

Sono infatti 62 milioni gli account che hanno visualizzato la serie con protagonista la giovane attrice statunitense Anya Taylor-Joy, che interpreta la giovane scacchista Beth Harmon.

Si tratta di un dato che presuppone un numero maggiore di spettatori, poiché per ogni abbonamento, non è possibile sapere quante persone fossero davanti allo schermo.

Per La regina degli scacchi si tratta di un record assoluto: la miniserie più vista all’esordio, i primi 28 giorni appunto. Per miniserie si intende un prodotto televisivo di cui è già nota la durata, che nel caso specifico è di 7 episodi.

In pratica la vicenda, tratta dal romanzo di Walter Tevis, il cui titolo in lingua originale è The Queen’s Gambit (il gambetto di donna, un’apertura usata all’inizio di una partita di scacchi), si è conclusa e non è prevista una successiva stagione.

In realtà ad inizio anno, un’altra miniserie, Tiger King, era stata vista da 64 milioni di account, ma si trattava di una docu-serie.

La storia di una bambina prodigio degli scacchi (spoiler)

La miniserie La regina degli scacchi (titolo originale The Queen’s Gambit) racconta la storia di una bambina che diventa una campionessa di scacchi. La vicenda ripercorre la vità di Beth Harmon dagli 8 ai 22 anni di vita.

Elizabeth, rimasta orfana di madre, deceduta in un incidente stradale, dal quale esce indenne, e con un padre che l’ha abbandonata, finisce in un orfanotrofio dove, grazie al custode signor Shaibel, impara a giocare a scacchi.

Adottata dai signori Wheatley, Beth inizia a partecipare e vincere diversi tornei di scacchi, fino ad arrivare al titolo degli US Open, che vince a pari merito con il campione uscente Benny Watts.

La ragazza viene accompagnata ai vari tornei dalla madre adottiva, che nel frattempo è stata lasciata dal marito.

Le vittorie di Beth vanno di pari passo con la sua dipendenza dall’alcol e dai psicofarmaci, mentre, durante un torneo in Messico, la sua madre adottiva muore per una epatite, probabilmente peggiorata per l’eccessivo uso di alcol.

Tornata nella casa dei signori Wheatley, che decide di acquistare dal padre adottivo, la ragazza riallaccia i rapporti con Harry Beltik, che aveva battuto nel suo primo torneo e nel 1967 partecipa nuovamente agli US Open che vince battendo in finale il solito Benny Watts.

Conquistato il titolo di campionessa statunitense, per Beth si aprono le porte del torneo di Parigi, dove affronta in finale il campione sovietico Borgov. La ragazza arriva ubriaca alla partita con il campione del mondo, che, dopo la vittoria di Città del Messico, conferma la sua superiorità.

La ragazza, tornata a casa, continua a bere e sprofonda in una crisi di dipendenza, dalla quale ne esce quando Jolene, una ragazza che aveva conosciuto in orfanotrofio, la accompagna al funerale del signor Shaibel.

Beth riprende in mano la sua carriera e risponde all’invito ad un torneo in Russia, dove, al termine di una partita epica, batte il campione del mondo Borgov.