Autore: Luigi Mercantile

Trono di Spade

17
Ott

Game of Thrones, il regista Neil Marshall pensa che il finale sia stato troppo veloce

Neil Marshal, come alcuni fan della serie, avrebbe preferito un finale più lungo.

Game of Thrones ha diviso i fan perché in molti hanno trovato nella conclusione la giusta chiusura del cerchio e sono rimasti soddisfatti di quanto è stato mostrato, ma per altri, il finale della serie è stata una delusione paragonabile a poche altre. E ora, del secondo gruppo, fa parte anche Neil Marshall.

Il regista ha diretto due episodi fondamentali della serie, entrambi molto apprezzati, il nono episodio della seconda stagione e il penultimo della quarta stagione, inoltre, ha diretto e scritto il film The Descent nel 2015 e il remake di Hellboy uscito quest’anno. Marshall, durante un’intervista con Metro, ha ribadito il giudizio di alcuni fan riguardanti la chiusura della serie: «Mi trovo per lo più d’accordo con la critica comune che sia stata affrettata. Tutti sono finiti dove dovevano finire, ma ci sono arrivati un po’ troppo in fretta». Nonostante ciò, il regista ha difeso i creatori della serie, David Benioff e D.B. Weiss: «È molto difficile giudicare con il senno di poi perché sono dei geni e hanno fatto un lavoro straordinario».

Le dichiarazioni di George R.R. Martin

Prima ancora che a parlare fosse Neil Marshall, George R.R. Martin, lo scrittore dei romanzi su cui è basata la serie, ha espresso un giudizio critico sul finale: «La stagione finale è stata... non del tutto fedele. Altrimenti, la serie sarebbe continuata per altre 5 stagioni». E durante l’intervista a Fast Company, riportata da Digital Spy, l’autore ha riconosciuto che non è semplice adattare un romanzo in una serie televisiva: «Può essere... traumatico. Perché a volte la loro visione creativa e la tua visione creativa non coincidono ed ecco la famosa questione delle ’divergenze creative’. Una cosa che porta a molti conflitti. Ti trovi ad avere a che fare con l’ingerenza dello studio o del network ed entrambi hanno priorità che non hanno niente a che vedere con la storia. Invece, sono del tipo: Bene, questo personaggio è molto popolare. Dunque, diamogli più spazio».