Esplosione in una palazzina di Milano, sei i feriti

Distrutto l’ultimo piano di un edificio a Sesto San Giovanni, tra le cause si pensa allo scoppio di una caldaia. Un 73enne ha riportato ustioni di secondo grado su molte parti del corpo

Esplosione ieri mattina alle cinque all’ultimo piano di un palazzo di via Villoresi, a Sesto San Giovanni, nel milanese. Sei feriti in totale e danni gravi alla struttura, subito evacuata.
Ci siamo svegliati terrorizzati, non siamo riusciti a uscire dal nostro appartamento, sentivamo vetri e calcinacci che cadevano dappertutto. Eravamo spaventatissimi, ma ci hanno salvato i pompieri.” Così uno dei residenti, a poche ore dall’incidente.

A seguito dello scoppio, anche il crollo di numerosi calcinacci in strada, che fortunatamente – grazie soprattutto all’orario – non hanno colpito nessun passante. Tra i feriti anche un bambino, ma i danni più gravi li ha riportati il 73enne che, con grande probabilità, abitava nell’appartamento dove ha avuto origine l’incidente.
Per lui, ustioni di secondo grado su molte parti del corpo, e un ricovero necessario e urgente all’ospedale Niguarda.

L’ultimo piano del palazzo di Sesto San Giovanni (Milano), completamente sventrato dall’esplosione (immagine tratta dal video del Messaggero Tv).

Le conseguenze dell’incidente

Un enorme boato, tanto che l’esplosione è stata avvertita a diversi chilometri di distanza, e anche le famiglie residenti tra via Oslavia e via Villoresi sono state evacuate. I vigili del fuoco e la polizia sono subito giunti sul posto, e al momento stanno cercando di chiarire le origini dell’incidente, che con grande probabilità potrebbe essere stato causato dall’esplosione di una caldaia.

Intanto l’edifico è stato dichiarato inagibile, così come ha spiegato Roberto Di Stefano, Sindaco di Sesto San Giovanni: “Allo stato attuale, dopo le prime verifiche strutturali, l’edificio è stato dichiarato non agibile e questo probabilmente per 10 o 15 giorni, per la sicurezza dei residenti”.

Da valutare nella stessa giornata di oggi anche l’agibilità dell’edificio attiguo, che potrebbe aver subito danni strutturali a seguito di un’esplosione così vicina e così intensa.

Tragedia sfiorata

A restituire con efficacia la drammaticità di quei momenti, Christian, operaio 26enne:

Quando ho sentito il boato sopra di noi ho guardato l’orologio, erano le 4 e 59, non credo che dimenticherò questa cosa facilmente. Siamo corsi fuori, tutti quanti gridavano e fuggivano; chi non era riuscito a farlo, è stato aiutato dai vigili del fuoco. Credo sia un vero miracolo se siamo ancora tutti vivi.

E, in effetti, dando un’occhiata ai danni provocati dallo scoppio, verrebbe naturale pensare anche a qualcosa di più grave in termini di bilancio feriti. Ma in questo senso ha aiutato anche la buona struttura del palazzo, di cemento armato.

Sei le persone in ospedale al momento, e per ognuna delle famiglie costrette ad abbandonare lo stabile il Comune ha messo a disposizione camere d’albergo.