Autore: Alessandro Buzzi

11
Ago

Epic Games, causa contro Youtuber di 14 anni

Epic Games fa causa allo youtuber CBV per 150.000 dollari, per violazioni legate al contratto DMCA

Già, anche se sembra follia, il titolo dell’articolo racconta esattamente quanto accaduto a cavallo del fine settimana e del weekend.

CBV, è il nome dello youtuber coinvolto nella vicenda, che è stato accusato non solo di usare cheat vietati per migliorare le proprie performance, ma anche di venderli per un ritorno economico tramite un portale esterno.

150.000 dollari è la cifra con cui Epic Games, casa produttrice e distributrice del famosissimo vidogioco Fortnite, intende essere risarcita dalla famiglia dello youtuber minorenne per i danni causati all’immagine aziendale e per le violazioni sul DMCA (Digital Millennium Copyright Act).

Le dichiarazioni dello Youtuber

«Tenteranno di mandare in bancarotta la mia famiglia solo perchè ho usato dei trucchi di Fortnite» sono le poche parole dette ai microfoni dei media di settore dal giovane streamer che si sta attualmente trovando al centro del ciclone.

Una multa da 100.000 dollari parrebbe essere la multa minima che CBV rischia di vedersi recapitare per violazioni dei diritti di utilizzo, commercializzazione di materiale protetto da copyright e hackeraggio del software.

Non è la prima volta che capita in un contesto simile, di assistere alle vicissitudini legali di qualche streamer che, colto in fallo dalla software house di turno, viene citato in giudizio come formula di dissuasione per futuri atteggiamenti analoghi.

A tal proposito la CNN, in un articolo legato alla vicenda, spiega come l’intento della società proprietaria di Fortnite sia quello di scoraggiare simili atteggiamenti e non di andare fino in fondo (economicamente parlando) alla faccenda.

Già tempo addietro, con lo Youtuber «Golden Modz» si era assistito ad una vicenda dai toni simili, conclusasi poi, dopo un iter durato qualche mese, con la stipula di un contratto tra la Epic Games e lo Youtuber, che prevede il pagamento di una ammenda da 500 dollari, qualora l’immagine dello streamer risulti legata a promozioni o sviluppo di hack per il videogioco.

l’ipotesi più plausibile, in questo senso è quella che anche allo youtuber CBV venga fatta una proposta di questo tipo, lasciando poi cadere di fatto le accuse in sede legale ed evitandogli esborsi ben maggiori.

Una formula quella adottata da Epic Games che nel caso precedente di «Golden Modz» ha portato grandi guadagni ad entrambi.

Lo Youtuber ha registrato un notevole picco di visualizzazioni ed iscritti, legata sicuramente al ritorno di immagine generato dalla mediaticità che a suo tempo tutta la storia aveva preso.

Dall’altro lato, la software house ha incrementato ulteriormente i numeri di utenza che transitano giornalmente sui loro server, un po’ sfruttando sempre la pubblicità gratuita generata, e un po’ grazie ad una politica «anticheat» che seppur molto severa, pare sia utile a tenere quanto più «pulite» possibili le stanze di gioco.

La morale di tutta questa storia è che, nonostante il nome stesso del format lasci intendere una forte componente ludica, ormai allo stato attuale, videogiochi e videogiocatori muovono un mercato miliardario al quale vanno imposte regole ferree e severe punizioni per chi trasgredisce le regole di uso e privacy.

Si attende l’evolversi della vicenda tra la famiglia dello streamer e la società di software, attesa in un incontro programmato per metà settimana tra i legali delle due parti.